<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718</id><updated>2012-02-15T22:31:17.749-08:00</updated><title type='text'>SENZASANGUE</title><subtitle type='html'>i pensieri dolci sono più spietati delle iene.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://esangue.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>48</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-8413659899310227750</id><published>2011-02-23T14:21:00.000-08:00</published><updated>2011-04-06T15:15:48.678-07:00</updated><title type='text'>Neo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando seppe che dovevo toglierlo non le sembrò vero. Preparò tutto, mi disse dove sarei dovuto andare - anzi &lt;i&gt;saremmo &lt;/i&gt;dovuti andare - per risolvere la situazione. Mi diede un orario, mi aspettò mentre guardava Corradino Mineo. Di fronte allo sportello ha lasciato che parlassi io, per non attentare al mio orgoglio che, cinque mesi prima, s'era trasformato da quello del figlio a quello di maschio. Il mio status era cambiato per meriti sul campo: le ero stato vicino quando preparavamo il letto, di mattina, a suo marito, mio padre, che stava morendo. Quindi lasciò che mi dirigessi senza di lei in sala operatoria, ma si stava torturando le mani secche di tramontana, seduta in pizzo ad una sedia in formica celeste, pensando che suo figlio era lì, da solo, in mezzo a odore di disinfettante che fa svenire, e doveva togliersi un neo. Mi rivide tornare dopo mezzora, senza troppo bianco in faccia, sulle mie gambe, privo di qualsiasi infermiera che mi aiutasse a camminare dritto. Mi chiese come stavo per tre volte, il mio -&lt;i&gt;bene &lt;/i&gt;non le dava soddisfazione, dovevo accusare qualche malessere, anche una nausea piccola. Quando gli dissi che avevo solo fame, mi mise davanti due brioches alla crema e un tramezzino. Ma la cosa che le diede vera gioia fu la prescrizione del chirurgo di spalmare, ogni sera, una crema sulla spalla, dove mi avevano asportato il neo. Per quindici giorni. Per quindici giorni l'ho vista staccarmi cerotti con premura, esagerare con la crema per la ferita, complimentarsi per il buon lavoro fatto. E' sempre stata così, per me, per tutti. E' sempre stata un unguento da spalmare sulle ferite.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-8413659899310227750?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8413659899310227750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8413659899310227750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2011/02/neo.html' title='Neo'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-2826297809127353913</id><published>2010-09-06T12:38:00.000-07:00</published><updated>2010-09-09T03:21:20.627-07:00</updated><title type='text'>Latte&amp;biscotti</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;M'ero preparato bene. Avevo pulito casa dalla mattina. Angoli del bagno che nemmeno sapevo che esistevano mi avevano restituito capelli e batuffoli di polvere. Avevo strofinato la macchietta di calcare sul piatto della doccia, perchè era possibile che alla fine ci sarebbe stata una doccia. Di tutti e due. Insieme, intendo. Perchè dovevo far vedere che ero sì un maschio, ma pulito, non lo stereotipo dell'uomo che non bada all'igene. Quindi bagno pulitissimo. Avevo pensato un bel po' anche alla differenza saponetta/sapone liquido. Di sicuro la saponetta conferisce al bagno quel sapore retrò di lavanda e di cura antica del corpo. Però non è bella da guardare quando ti sei lavato. Rimane umida, e poi si secca e si vede la schiumetta. Conta, eh. Dovresti metterla lì nuova. Ma si capirebbe che hai preparato tutto, che non sei disinvolto. Avevo deciso la tattica del disinvolto, quindi dovevo portarla avanti con stile, no? Se avevo applicato la tattica dell' imbranato-simpatico-che-sorride-delle-sue-disavventure la saponetta con la schiumetta secca ci stava. Vabbè. Alla fine avevo comprato il sapone liquido al sandalo e lo avevo messo in dispenser in ceramica. Che poi come cazzo mi sarà venuto in mente di comprare un dispenser in ceramica. A me l'odore del sandalo mi è sempre piaciuto, mi sembra un odore rassicurante. Mi andava di farti mangiare pesce. Sia perchè è buono, sia perchè bisogna saperlo cucinare. Saper cucinare sono mille punti agli occhi delle donne. Ma non volevo fare una cosa ricercatissima: se applichi la tattica del disinvolto non devi ingessarti troppo sulla ricercatezza della ricetta perfetta. Una cosa buona ma popolare, gustosa e immedita. Tipo le cozze. O l'insalata di polpo. Avevo deciso per le cozze e avevo preso un vino bianco frizzante consigliato più dal prezzo che dall'effettiva fama. A me non piace il vino, bevo solo gli spumanti, praticamente. Lo champagne sa di piedi (si sa) e poi stride coll'immagine del disinvolto in cui ti sei incastrato. Vabbè. Le tartine di rito, salmone/gamberetti/arancio. Perchè sei vegetariana, e non posso contare sulla superbia del porco e dei suoi derivati. Avevo pensato anche ai bicchieri, avevo preso l'Amaro del Capo ché è il massimo del disinvolto, avevo scelto la musica. All'inizio m'ero lasciato convincere dall'idea della bossanova, perchè pensavo ad un attacco brioso e una situazione giovane. Ma poi ho pensato, se faccio il disinvolto vado sul ricercato. Non banale. Disinvolto e ricercato. Uno che fa ricerca senza sentirne il peso, ma per assoluto bisogno. Atmosfere dilatate. In sottofondo. Giardini di Mirò. Perfetti. Avevo cambiato le lenzuola e messo i libri che stavo leggendo in bell'evidenza. Ma un po' sfasati, sempre per la storia del disinvolto. Pure la libreria, piena zeppa e disordinata. Grandiosa. Mi piace come il dorso colorato dei libri arreda la casa. E' per questo che i libri sono una cosa bellissima. Perchè come sempre sono importanti. Le candele colorate spargevano un odore che veniva voglia di mangiarlo, tu eri bellissima e avevi scoperte le parti che adoro guardarti. Io avevo messo la camicia. Quando mi sono svegliato avevi la faccia sul letto, col cuscino spostato. T'ho guardata e mi sentivo come gli uomini delle pubblicità dei biscotti della colazione: maturi, attraenti, sorridenti e con la dentatura perfetta.E c'hanno pure un bel lavoro (stanno sempre in giacca e cravatta e sicuro di fuori è parcheggiata l'Audi A4 grigia). Poi sono andato in cucina e ho preparato il latte e biscotti all'anice. E sei arrivata con il ciuffo disordinato, i piedi nudi e la faccia assonnata e sorridente. E non ho potuto fare altro che innamorarmi e rendermi conto di &lt;span class="Apple-tab-span" style="WHITE-SPACE: pre"&gt;&lt;/span&gt;quanto fossi stupido. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-2826297809127353913?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/2826297809127353913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/2826297809127353913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2010/09/latte.html' title='Latte&amp;biscotti'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-713928322167638067</id><published>2010-08-31T12:55:00.000-07:00</published><updated>2010-09-02T14:33:32.121-07:00</updated><title type='text'>Guerrilla</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:15.9722px;"&gt;L'ingresso col neon grande, la rampa per le ambulanze, le scale e gli ascensori lunghi, il linoleum sul pavimento, il verde delle pareti, le ciabatte trascinate, i passi incerti, i deambulatori, la saletta con la tv e le sedie a rotelle, la statua di padre pio coi rosari attaccati, i quadri bruttissimi, il manifesto di un congresso medico, la saletta delle infermiere, i succhi di frutta, il bar delle flebo su trampoli, pigiami e scatole di cioccolatini, l'intimità condivisa, i calzettoni ad agosto, gli occhi gialli, le barbe lunghe, i pigiami nuovi, la cappella essenziale con pochi banchi, i golf sopra i pigiami, i sorrisi carichi di angoscia, le mani strette come non si erano mai strette, gli sguardi rassegnati, il gergo tecnico pronunciato da occhi bassi per confondere una sentenza di condanna, le speranze, i sorrisi, le buste di plastica con le canottiere pulite, i succhi di frutta, la minestra alle diciotto e trenta, i biscotti, le sedie di formica grigia, l'odore secco di disinfettante, che dà la nausea, e ti spinge fuori, nell'aria calda di pino, e le aiuole sono ben curate e ospitano panchine all'ombra. La vita riprende con la fronte aggrottata e i salvi respirano di nuovo per sentirsi più tristi e fortunati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-713928322167638067?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/713928322167638067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/713928322167638067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2010/08/guerrilla.html' title='Guerrilla'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-3083794832793423853</id><published>2010-07-14T03:13:00.000-07:00</published><updated>2010-08-31T14:01:40.603-07:00</updated><title type='text'>Bugiarderie</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/I7WF2LakGJI&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/I7WF2LakGJI&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-3083794832793423853?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3083794832793423853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3083794832793423853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2010/07/blog-post.html' title='Bugiarderie'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-3251597035484757223</id><published>2010-06-24T16:41:00.000-07:00</published><updated>2010-06-24T16:42:58.102-07:00</updated><title type='text'>Mi serviva solo un filtro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Alla fine con la foto c’ho fatto un filtro. Non avevo cartoncini, biglietti dei treni, nemmeno un biglietto da visita, niente. Avevo pensato di farlo con la tessera della libreria, ma mi mancavano solo due timbri per avere &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;un buono sconto da dieci euro. Allora ho preso la foto che mi ero cartonato e l’ho tagliata precisa, due centimetri per due centimetri, all’altezza del viso. Non era per esorcizzare o dare una svolta simbolica al passato, no. Mi serviva solo un filtro, e in quel momento c’era solo la sua faccia che mi sorrideva quando insieme eravamo andati al mare e lei era perfetta e io avevo i jeans. I jeans al mare. Nella foto si vedevano  i suoi sandali e le mie scarpe da ginnastica. Mi serviva un filtro e basta, era sera e pensavo che quella foto facesse al caso mio, non avevo niente da arrotolare, qualcosa di vagamente rigido che tenesse rigida la cartina il tabacco e tutto il resto. Non ci penso più da un bel po’ a lei, quella foto è uscita fuori quando mi serviva un pezzo di cartoncino per farmi una canna. Non è la miglior cosa, una foto, per fare i filtri. Sulla carta della foto è pieno di chimica e ti fumi pure quella. Già quello che fumo è robaccia tipo lucido di scarpe, se ci metto pure la chimica delle foto finisce che mi sconvolgo come i ragazzini nelle fogne di Bucarest. Però era l’unica cosa che avevo al momento, mica potevo strappare un pezzo di copertina dei libri. Ho cercato per un po’, ma niente, solo quella foto. Volevo fumare, avevo una voglia assurda di fumare, la foto era lì sul tavolo e faceva un caldo terribile, volevo fumare e c’era lo stesso caldo di quella giornata al mare, quando mi teneva per mano e io le dicevo che sembravamo quelli della pubblicità del profumo, e immaginavo che tutti ci guardavano e dicevano guarda che bella coppia. Non avevo nient’altro che quella foto per fare un filtro, allora ho piegato il cartone all’altezza della sua testa, ho strappato un rettangolo di foto e l’ho arrotolato. Le ho staccato la testa perché lei mi ha portato via il cuore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-3251597035484757223?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3251597035484757223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3251597035484757223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2010/06/mi-serviva-solo-un-filtro.html' title='Mi serviva solo un filtro'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-7446782514784643304</id><published>2010-02-22T16:15:00.000-08:00</published><updated>2010-02-22T16:20:57.915-08:00</updated><title type='text'>La liturgia imperfetta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Filippo aveva venticinque anni, ma ne aveva percorsi solo metà sulle proprie gambe. Tredici anni prima la bicicletta che aveva ingrassato per tutto un pomeriggio lo aveva sbalzato di lato, e la schiena s’era spaccata sopra uno scalino in cemento. Quando lo sollevarono nemmeno piangeva: le gambe caddero appaiate di lato come se stesse sciando e dovesse affrontare una curva. Il medico parlò di frattura di due vertebre dorsali e lesione del midollo spinale. Poi disse parole come paralizzato, sedia a rotelle, terapia ed altre cose, ma ormai la madre di Filippo aveva nelle orecchie solo un fischio lungo, continuo.&lt;br /&gt;Valentina entrò trafelata in ferramenta e le guance le s’infiammarono di capillari riattivati. Aprì la borsa e tirò fuori la busta gialla: Vincenzo sorrise, la prese e la mise sul tavolo.&lt;br /&gt;Filippo, nell’altra stanza, stava attento ai rumori che catturava. Sentì, ad un certo punto, i passi che si avvicinavano, spostò in avanti la sedia a rotelle verso la libreria, e il suo cuore patì un’aritmia breve.&lt;br /&gt;- Ciao Filippo.&lt;br /&gt;- Ciao.&lt;br /&gt;Valentina tolse il cappotto ed abbassò le calze sulle caviglie. Sostenendosi ai braccioli della sedia a rotelle scese piano sulle ginocchia del ragazzo. Vincenzo le aveva spiegato che il figlio non poteva sentire dolore agli arti inferiori, ma lei non riusciva comunque a rilassarsi sopra le gambe magrissime del ragazzo.&lt;br /&gt;Rimase rigida, senza guardare le mani frenetiche del paraplegico che spostavano le mutandine di lato e infilavano con forza le dita in fondo alla fica.&lt;br /&gt;Il cuore di Filippo, allora, irradiò sangue veloce, che si disperse inutile nelle periferie di un corpo conosciuto per metà. Racchiuse i seni piccoli nei palmi, senza stringere, facendo scorrere le cuciture del reggiseno in mezzo alle dita, che, ogni mese, aspettavano quel giorno per sperimentare aderenze ed umidità rare. Il viso era sprofondato sulla schiena, a respirare il profumo di lei.&lt;br /&gt;Da quando il padre era stato licenziato, la madre di Valentina puliva le scale di sei condomini, uno al giorno, ma i soldi non bastavano per tutte le spese. Valentina, invece, lavorava mezza giornata in una pizzeria ed una volta al mese lasciava che Filippo celebrasse sul suo corpo quella liturgia imperfetta. In cambio, il signor Vincenzo Boniolo offriva un generoso sconto sull’affitto di casa.&lt;br /&gt;Non passarono molti minuti, e la ragazza abbassò il maglione bianco. Quel gesto rappresentava il segnale che l’escursione stava giungendo al termine.&lt;br /&gt;Filippo indugiò sui seni, e Valentina si alzò delicatamente, ma in maniera decisa. All’improvviso, si sentì afferrare i fianchi e Filippo tentò di baciarla, riuscendo soltanto a sbavarle il collo.&lt;br /&gt;- Smettila, Filippo.&lt;br /&gt;Il ragazzo si ritrasse, sbloccò la sedia a rotelle e poi finse di dover cercare qualcosa dentro uno scaffale, aspettando che il viso riprendesse l’incarnato pallido di sempre. Valentina, invece, indossò il cappotto che aveva lasciato sopra sedia.&lt;br /&gt;- Vado via. Ciao.&lt;br /&gt;Lui non si voltò a salutarla.&lt;br /&gt;Valentina riprese al contrario il corridoio per arrivare nell’altra stanza, e trovò Vincenzo Boniolo che faceva le parole crociate. Le sorrise e lei se ne andò.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-7446782514784643304?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7446782514784643304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7446782514784643304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2010/02/la-liturgia-imperfetta.html' title='La liturgia imperfetta'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-778045249093192021</id><published>2010-02-03T04:58:00.000-08:00</published><updated>2010-02-03T16:06:32.288-08:00</updated><title type='text'>Il poeta delle quattro di notte</title><content type='html'>&lt;p align="right"&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Il mondo è un frettoloso groviglio d'ingiustizie&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;(Zamo)&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;- Chi è?&lt;br /&gt;Apro la porta. Mano destra a paletta sollevata in aria. Registro dei piantoni in mano. Guardo un punto indefinito dietro la finestra.&lt;br /&gt;- Capitano, comandi. Trasmettitore Mellini Carlo quarantunesimo reggimento trasmissioni battaglione Frejus compagnia comandi e servizi secondo plotone. Comandi.&lt;br /&gt;- Dica.&lt;br /&gt;- Io sono quello che ha mandato a chiamare…&lt;br /&gt;- Per cosa?&lt;br /&gt;- Per la frase…&lt;br /&gt;- Aaaahhhhh…. - all’unisono il comandante e il tenente mi guardano. Il comandante si chiama Alessandro Molas e comanda la compagnia comandi e servizi, quella a cui sono stato assegnato. E’ magro, tirato, due baffi stetti e regolari. Sembra Francisco Franco più alto. Il tenente si chiama Gianni Scarlatti. Un deficiente col padre e nonno militari. Praticamente uno con la vita già cucita  dentro un orribile divisa verde. Vessato da Molas che spesso lo umilia di fronte a noi soldati semplici.&lt;br /&gt;- Abbiamo il poeta delle quattro di notte, tenente! Mellini, apra il registro… legga… legga la composizione…&lt;br /&gt;Molas mi guarda col ghigno di chi la sa lunga, Scarlatti con lo stesso ghigno, ma meno convincente. Deve imparare, il tenente. Mi sa che quando al corso per sottoufficiali c'era la lezione "Posture psicosomatiche da stronzo" Scarlatti era assente.&lt;br /&gt;- “Possono farci qualunque cosa ma non possono fermare il tempo”&lt;br /&gt;- Lo sa che è reato scrivere sopra un registro ufficiale?&lt;br /&gt;- No, non lo sapevo…avevo visto altri registri pieni di scritte ed ho scritto anche io…&lt;br /&gt;- E che fà? Scrive le cose 'a pappagallo'? Lei vede gli altri che fanno una cosa e la ripete? Ha sentito, tenente?&lt;br /&gt;- (&lt;em&gt;maporcamadonna&lt;/em&gt;) …&lt;br /&gt;- Stia eretto! - mi ordina il tenente. Ma senti che tono 'sto coglione.&lt;br /&gt;Il comandante si alza e prende un fascicolo. Lo sfoglia per un po’, poi tira fuori una cartelletta da ufficio. La apre e legge.&lt;br /&gt;- Mellini Carlo di Mellini Gianni e Lentu Maria… padre operaio e madre casalinga… due sorelle… perché fa queste cose?&lt;br /&gt;- Quali cose?&lt;br /&gt;- Lei è già stato punito insieme a De Falco.&lt;br /&gt;- Si, ma perché…&lt;br /&gt;- Perché fa queste cose? Lei ha paura di me o del tenente? Si sente minacciato?&lt;br /&gt;- (&lt;em&gt;mannaggiaddio&lt;/em&gt;) No…&lt;br /&gt;- E allora perché scrive queste cose? Si droga? Che droghe usa?&lt;br /&gt;- Come?!&lt;br /&gt;- Fa uso di droghe?&lt;br /&gt;- (&lt;em&gt;Si&lt;/em&gt;) No!&lt;br /&gt;- Ma come no… Jim Morrison… ’ste frasi… su... mica vorrà farci credere che non si è mai fatto uno spinello?&lt;br /&gt;- (&lt;em&gt;senti, comandante di 'sto cazzo. Sto in questa caserma da tre mesi e per tre mesi t’ho visto lavorare fino alle otto e mezza di sera. Se vuoi puoi uscire alle quattro. Ho visto pure tua moglie. La vedono tutti quando entra in caserma. E’ tanto troia, e lo sai. E sai pure che c’ha una voglia di cazzo che la metà basta. Tuo figlio non l’ho conosco ma possibile che stia rollando – che ore sono, le quattro del pomeriggio? – la quinta canna della giornata. E c’ha ragione a sballare. Perché avere un padre del genere, porcodio, deve essere dura. Perchè tu c’hai un sacco di problemi, ma problemi grossi. Ti preoccupi di un registro del cazzo su cui annotiamo chi entra ed esce da questa cazzo di caserma del cazzo e sono sempre le stesse cazzo di persone. Io ho scritto sul registro perché mi stavo rompendo i coglioni di notte e l’unica cosa che mi è venuta in mente è stata quella frase, va bene? Non puoi cacarmi il cazzo per mezz’ora solo per giustificare la tua faccia di cazzo in questo ufficio. Non c’è bisogno. Lo sappiamo tutti perché stai qui. Non ti tira più l'uccello e aspetti che finisce il turno di uno che ancora riesce a far urlare quel puttanone da sbarco di tua moglie. Anzi, no. Adesso tua moglie di sicuro c’ha la bocca attappata, stronzo.&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;- No, non mi drogo.&lt;br /&gt;- Quindi lei non avrebbe nulla in contrario se io le ordinassi di fare il drug-test.&lt;br /&gt;- Nessun problema.&lt;br /&gt;- Bene…tra una settimana parte uno scaglione per l’ospedale. Lei si aggregherà.&lt;br /&gt;- Perfetto.&lt;br /&gt;- La tengo d’occhio, Mellini.&lt;br /&gt;- Posso andare? &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-778045249093192021?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/778045249093192021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/778045249093192021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2010/02/il-poeta-delle-quattro-di-notte.html' title='Il poeta delle quattro di notte'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-5510058663677174584</id><published>2010-01-31T16:37:00.000-08:00</published><updated>2010-02-01T00:17:29.274-08:00</updated><title type='text'>Once</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La velocità le ricacciava indietro le sillabe perciò doveva sporgersi verso l'orecchio e prendersi in faccia il vento al di là del parabrezza. Lui rideva, e cantava canzoni che lei indovinava, perchè erano le sue stesse canzoni e tutto era perfetto. Come le gambe che si toccavano e le mani dentro le tasche larghe, sentiva il suo corpo attraverso le dita che gli stringevano i fianchi. Allungò una mano, lasciando la manopola per accarezzarle una coscia, e al semaforo l'uomo dentro la macchina lì guardo, infreddoliti e bollenti, sopra un motorino che cavalcava tutto quello che sarebbe potuto essere, ma non poteva. Loro due lo sapevano, ma sorridevano comunque al tempo veloce per assaggiarsi e sentirsi affamati. Il resto furono gli occhi dentro agli occhi e labbra che sapevano dell'altra saliva, cibi inconsueti per pranzo e troppe parole, perchè del tempo rubato bisognava subito disfarsene per toccarsi e baciare dove s'era sognato. Era freddo, quell'amore improvviso si ghiacciava di vapore dentro le mani e sembrava più vero, perchè quasi si vedeva, e dentro c'era la bellezza di scoprirsi così perfetti da non poterlo dire. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-5510058663677174584?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/5510058663677174584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/5510058663677174584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2010/01/once_31.html' title='Once'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-773949011582395011</id><published>2010-01-27T01:35:00.000-08:00</published><updated>2010-01-31T16:39:50.952-08:00</updated><title type='text'>E.B. &amp; N6</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.numero6.com/"&gt;&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 220px; DISPLAY: block; HEIGHT: 223px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431351121644238290" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/S2AJEZAGNdI/AAAAAAAAAHs/o8TQeX3PqfE/s400/20767_258228264336_811389336_2998100_7580035_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Quello di Enrico Brizzi e Numero6 è un trekking intenso e raffinato di letteratura e musica. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E lo potete scaricare gratuitamente, pensa un po'. &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-773949011582395011?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/773949011582395011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/773949011582395011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2010/01/se-cliccate-sullimmagine-dovrebbe.html' title='E.B. &amp; N6'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/S2AJEZAGNdI/AAAAAAAAAHs/o8TQeX3PqfE/s72-c/20767_258228264336_811389336_2998100_7580035_n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-5402288276733608556</id><published>2010-01-08T15:18:00.000-08:00</published><updated>2010-01-08T23:26:32.914-08:00</updated><title type='text'>Va tutto benissimo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non ci sarà nessun intoppo, tranquilla. Ce la facciamo sicuramente. Sono due giorni che ci passo, che vengo qui. Non ci sono telecamere, i camion stanno nel parcheggio che scende di sotto, e gli autisti dormono. E’ un autogrill tranquillo, piccolo, infatti manco è un autogrill. Non c’ha il tornello che gira all’entrata, non c’ha i bagni interni. Per pisciare devi uscire ed entrare vicino. E’ tipo un container grosso e lungo, capito? Appoggiato lì su uno spiazzo di asfalto. Però ci si ferma un sacco di gente di mattina, ma di sera pochi. L’altro autogrill, quello più grosso, è a quaranta kilometri, chi deve pisciare non aspetta quaranta kilometri. E’ nostro, amore, è quello che cercavamo. Entriamo dentro, non ci mettiamo tantissimo, facciamo quello che dobbiamo fare e ce ne andiamo tranquilli, e non succederà niente. Giuro. Niente. Appena abbiamo fatto prendiamo la prima uscita e tu mi accompagni alla macchina. L’ho lasciata al parcheggio, ricordi? A quel punto io vado a casa, e tu mi segui con l’altra macchina. E’ perfetto, faremo così, ci abbiamo pensato per tutto il tempo, io credo che sia perfetto. Eccolo lì, ci mancano trecento metri. Parcheggio davanti così ci mettiamo due secondi ad andare via una volta finito. Ok. Prendi la borsa, io prendo la mia. Tranquilla e respira. Andiamo alla cassa e ci mettiamo in fila. Perfetto, vedi? Va tutto benissimo. Dai, dopo questa cicciona tocca a te. Apri la cerniera, lascia andare al bancone la cicciona e metti la mano dentro la borsa. Va tutto bene. Lasciala finire di mettere i soldi della cicciona in cassa. Ti guarda. Ti sorride. Io sono alle tue spalle, non preoccuparti. Va tutto bene. Vai, adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Un cappuccino e un cornetto. Tiepido, il cappuccino. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-5402288276733608556?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/5402288276733608556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/5402288276733608556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2010/01/va-tutto-benissimo.html' title='Va tutto benissimo'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-928086587258256594</id><published>2009-12-23T04:33:00.000-08:00</published><updated>2009-12-23T04:36:10.717-08:00</updated><title type='text'>Altre scarpe in fondo al letto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La ciocca bruna scese sulla faccia ed assunse i colori del rosso. Michele la guardò e pensò che era una delle cose che lo avevano innamorato: quella ciocca cadeva sempre quando doveva e se succedeva c’era di mezzo un impulso forte, viscerale e si finiva sempre, comunque, accaldati. Anche in quel momento avvampò. S’era innamorato dei suoi dettagli, della sua bellezza imperfetta, leggera e lineare che scorreva sul naso piccolo e le labbra rosa, arricciate ogni volta che si trovava davanti ad uno specchio. Oppure gli occhi, che dilatavano lo sguardo ad oriente: lei lo sapeva, stendeva kajal e le voglie scorrevano oltre la traiettoria del profilo. Continuò a guardarla mentre lei riconosceva per la prima volta un imbarazzo inconsueto. Perché già imbarazzo c’era stato, ma all’inizio, quando i nervi sono contratti dall’emozione ed il movimento è maldestro di impazienza e voglia. La prima cosa che avvertì fu l’estraneità dell’odore, in quella camera che era così familiare nelle luci basse, gli incensi e il disordine pensato. Gli sembrò, d’improvviso, che le sue cose fossero disposte male. Ma era soltanto il disgusto d’essersi accorto che da ora in poi ci sarebbe stato un altro odore, altri libri sopra il comodino ed altre scarpe abbandonate in fondo al letto. Michele lo immaginò mentre le sollevava frenetico la gonna prima di scoparla sulle stesse lenzuola sopra cui anch’egli aveva sudato. Sicuramente aveva usato il suo sapone e non volle guardare oltre lo scroscio della doccia. Quindi rimase piantato lì, senza dire niente, con lo stupore che gli schiudeva le labbra e lo sgomento che batteva in gola, mentre lei si nascondeva dietro la sua ciocca e dentro le lenzuola. I secondi di immobilità servirono a rielaborare in fretta che il suo amore non finiva in quel momento, ma sarebbe dovuto scolare dentro lacrime irregolari e sperò in uno squarcio poco doloroso, come quando si fa uscire una scheggia di legno dai polpastrelli. Poi sentì il calore diffuso di chi deve prendere decisioni che hanno a che fare con l’orgoglio. Uscì di casa trattenendo in mezzo ai denti il rumore violento di cose fracassate, mentre tutto si scioglieva dentro la banalità di un copione degno del peggiore dei romanzi d’appendice&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-928086587258256594?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/928086587258256594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/928086587258256594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/12/altre-scarpe-in-fondo-al-letto.html' title='Altre scarpe in fondo al letto'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-7214400163535581137</id><published>2009-11-30T13:10:00.000-08:00</published><updated>2009-12-01T01:17:42.281-08:00</updated><title type='text'>L'ultimo respiro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“…ma sai, io penso che una volta morti l’anima mica vada giù o su… credo che sia una semplificazione per gli uomini, per la nostra inadeguatezza di fronte al trascendente... per tramandare un concetto, quello della vita, a cui siamo ingenuamente legati ed incapaci a capirne il mistero della fine… una volta avevo letto che l’uomo è l’unico animale che passa la vita a cercare di capire la propria esistenza… è vero, perché abbiamo confini delimitati, così come è breve lo spazio di manovra della nostra mente… non possiamo concepire l’idea semplice del passaggio, perché non siamo pronti a riempire di contenuti il concetto di “passaggio”… come se tutto dovesse avere un senso, un risultato, un’aspettativa… capito? Non so dove vada a finire l’anima. Cazzo, io non so nemmeno dirti cos’è l’anima… che cos’è? Il nostro essere qualcosa? L’ultimo respiro? Io non ne ho idea. L’anima forse è quello che respiriamo, le parole che ci dicono e diciamo, quello che leggiamo, l’ipocrisia e la verità, il cibo, l’amore e le scopate… insomma, l’anima è dappertutto. E’ nelle cose proprie e in quelle degli altri. L’anima non è una cosa originale, l’anima è vita affastellata dentro tutte le vite. E quindi non va da nessuna parte… forse si frantuma ed esce, e agli altri non rimane che respirarla… ma non lo so... forse, il mio è solo un delirio…”&lt;br /&gt;“Ed ora che farai?”&lt;br /&gt;“Nulla, starò qui. Cosa dovrei fare?”&lt;br /&gt;“Posso farti una richiesta?”&lt;br /&gt;“Dimmi”&lt;br /&gt;“Posso baciarti gli occhi, quando succederà?”&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“Perché hai paura.”&lt;br /&gt;“Non è vero. Sono sereno.”&lt;br /&gt;“Va bene. Bacerò i tuoi occhi, però.&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“Perché dentro c’è passata tutta la tua vita prima di tutto questo. Voglio baciare la vita vera, la tua vita, quella che se ne va, quella vita che t’ha spaventato quando chiudevi gli occhi per non vederne l’orrore. Vorrei baciarti via tutto questo orrore.”&lt;br /&gt;“La sai una cosa?”&lt;br /&gt;“Cosa?”&lt;br /&gt;“Ho paura” &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-7214400163535581137?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7214400163535581137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7214400163535581137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/11/lultimo-respiro.html' title='L&apos;ultimo respiro'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-3460738287336860334</id><published>2009-11-12T02:42:00.000-08:00</published><updated>2009-11-12T02:55:18.789-08:00</updated><title type='text'>Substantia nigra</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Non è possibile, pensò il signor Fernando Gallucci affacciato alla finestra del suo appartamento al quarto piano. Rientrò in casa e lasciò che la mano destra, eccitata dal Parkinson, fosse trattenuta dalla tasca della vestaglia. Non è possibile, e scosse la testa secca, frugando con la mano buona dentro un cassetto. Prese una chiave vecchia e di bronzo, come quelle che venivano fabbricate una volta. Una volta, quando le cose andavano bene e il viale sotto casa non era pieno di negri con le loro borse false. Sua moglie non avrebbe mai comprato quelle borse così dozzinali. Si vedeva dalle cuciture storte e dai rivetti. Una volta era pulito, lì sotto, e la gente usciva con la cravatta e lui si toglieva il cappello quando incontrava qualcuno. Una volta non c’era quella puzza di gas di scarico che aveva annerito pure la voglia di salutare, una volta si potevano stendere i panni fuori. Non è possibile, disse solo con le labbra, ed aprì la teca che custodiva i due fucili, dritti e scuri come il giorno che aveva giurato fedeltà al duce, e ne prese uno. Non aveva più sparato da quando la malattia aveva compromesso anche la possibilità di tenere in mano il mestolo per girare la pasta. Le pantofole marroni attraversarono il salotto congelato dentro agli anni sessanta, e Fernando guardò le foto della moglie ritratta a Firenze, di fronte al duomo. Passò l’indice sopra il vetro che preservava il viso della donna dal pulviscolo grigio, che si depositava sul comò in ciliegio e scendeva a nascondersi in gomitoli inconsistenti, sotto il divano. Da tempo non riusciva ad attaccare le immagini agli eventi e per questo s’era riparato sotto la dinamica di consuetudini domestiche, mentre tutt’attorno il tempo sommesso dell’attesa sgocciolava come i rubinetti chiusi male, cogliendolo insonne, con l’unica preoccupazione dei nomi delle medicine, conservate dentro il frigorifero insieme alle uova. Trascinò i piedi fino al balcone, con la mano tremante sorresse il fucile e sparò.&lt;br /&gt;Quando scese in strada vide soltanto un enorme macchia scura di sangue sull’asfalto. Aveva ucciso il cavallo ed il carabiniere, invece, s’era slogato un polso. Peccato, pensò Fernando Gallucci, mentre i nervi impazziti facevano risuonare le manette come campanelli. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-3460738287336860334?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3460738287336860334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3460738287336860334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/11/nemmeno-la-voglia-di-salutare.html' title='Substantia nigra'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-1906511821991090633</id><published>2009-11-07T00:09:00.000-08:00</published><updated>2009-11-07T05:41:47.425-08:00</updated><title type='text'>Cinque novembre</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#666666;"&gt;We are the sons of no one, bastards of young &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#666666;"&gt;We are the sons of no one, bastards of young &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#666666;"&gt;The daughters and the sons &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#666666;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#666666;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#666666;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’undici vado a vedere Il Teatro degli Orrori. Immagina la furia dei Fugazi, i Fiori del Male, e tutti i linguaggi di Artaud. Sarebbe stato il tuo gruppo preferito, la sintesi. Ci saresti andato totalmente in fissa. Quando m’hanno detto che avevi sbiancato, e stavolta per sempre, era mattina. Me lo disse mio padre. E ha aggiunto “s’è pure pisciato sotto”. Io non t’ho saputo immaginare, perché i contesti erano troppi. Mi ricordo solo che lo stomaco s’è stretto dopo un brivido, ed ho vomitato tutte immagini tutte insieme. Anche quelle finte, quelle esagerate. Tipo dentro il cesso di una metropolitana newyorkese, con le piastrelle celesti e i neon che sgraziano ogni cosa e tu, seduto per terra, in mezzo ad un lago di piscio ed acqua che esce dalle tubature. La versione punk-rock della tua morte. Ecco, quella mattina ho vomitato pure ‘sta versione. Questo per dirti che quella sensazione non l’ho provata più. Ho imballato l’emisfero sinistro dentro inossidabili convinzioni di comodo. Poi è successo di nuovo che lo stomaco espellesse quello che poteva, supplicando il cervello di espellere quello che doveva. Adesso non c’è il vuoto, c’è niente. E voglio lasciare che tutto entri, senza le cartilagini del giudizio e del timore. Non avrei immaginato un sacco di cose, Gian, ed invece di cose ne sono successe. Non sono venuto quando c’erano tutti perché c’erano tutti. C’erano troppi pensieri uguali e io avrei fatto gli stessi pensieri degli altri, controllando se la foto si vedesse bene e quanti fiori avevano lasciato sopra il marmo. Non t’avrei saputo dire niente, che cazzo venivo a fare? Invece adesso è freddo e di gente ce n’é poca, ci stanno quelli che forse hanno lasciato troppi discorsi in sospeso e allora tornano qui. Molte volte sembrano affaccendati a pulire le lapidi, ma io lo so che stanno parlando. Quando si parla con uno che non c’è più si finisce per essere scarni e brevi, perché si crede che chi abita un’altra dimensione sia capace di leggere i pensieri. Non so in quale dimensione tu sia finito, Gian, spero solo che sia calda, ché morivi di freddo pure a luglio, dentro una tenda che abbiamo riempito di allucinazioni e bassi distorti mentre fuori l'aria s'incendiava di post-rock industriale. Ho conosciuto catwoman e mi ha chiesto pazienza. E’ bella e sorride spesso e dovrei aspettarla. Se mi viene in mente qualche cazzata, ti prego Gian, avvisami, fammi risuonare nelle orecchie l'attacco di Bastard of young, va bene?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-1906511821991090633?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1906511821991090633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1906511821991090633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/11/cinque-novembre.html' title='Cinque novembre'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-4058702571915608377</id><published>2009-10-21T11:11:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T01:43:44.428-07:00</updated><title type='text'>Premura e vodka</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le mie braccia puoi prenderle, perché te le sei già prese quando hai passato in rassegna le cicatrici chiuse male, ed io ho lasciato che coi polpastrelli scoperchiassi tutto il terrore che custodivano, per vederti liquidarlo nella banalità di una compassione che non meritavo affatto. Tieniti le orecchie, che risuonano delle tue promesse, quelle promesse con cui hai foderato le pareti del mio ipotalamo, lasciandomi da sola a staccarne i pezzetti, perchè l'umidità delle tue scuse ne aveva arricciato gli angoli. E noi passavamo la notte a togliere la polvere da parole sussurrate in toni minori. Ricordi? usavamo stracci imbevuti di premura e vodka, e avevamo giurato che quelle parole non avrebbero più fatto irrigidire i nostri nervi fasciati dentro l’autunno delle trame del mio cappotto. Prenditi le gambe, splancate e fredde e raccolte in mezzo alle tue, come quando dormivamo sulla parte bagnata del letto. Riscaldale alla luce della lampada rossa che accendevi per poiettarci sopra l’ombra delle tue voglie, che alla fine non riconoscevo diversa da quella dei tuoi deliri. Ti lascio anche gli occhi, nascosti dentro alle rughe dove scolava la dose di quotidiana pietà a cui m’hai abituata. Ti regalo il suono delle mie parole: erano autentiche e mi pareva s’incastrassero con le tue, invece tu ne avevi pronte all’uso, dentro buste di romanticismo a saldi, ma era buio e non vedevo i tuoi denti mentre aprivano la confezione. La mia bocca puoi anche buttarla, così come la lingua, perché a leccare le ferite degli altri finisce che ci si infetta.&lt;br /&gt;Lasciami solo le unghie, perché sanno ricrescere, e potrò morderle quando la tua assenza mi svuoterà lo stomaco e curarle di nuovo e renderle belle, per conficcarle ancora dentro schiene che sapranno meritarle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-4058702571915608377?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/4058702571915608377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/4058702571915608377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/10/premura-e-vodka.html' title='Premura e vodka'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-8983127600395886116</id><published>2009-10-13T16:15:00.000-07:00</published><updated>2009-10-13T22:57:06.111-07:00</updated><title type='text'>Perchè non ci credevo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“Perché i barboni, come te li immagini tu, qui mica ci vengono. Quelli son fuori di testa, è gente che s’è fatta divorare dai propri mostri alcolizzati e psicopatici. Ma quale scelta di libertà, stare per strada non è libertà di un cazzo. No, quelli non ci vengono qui. E se vengono te ne accorgi perché mischiano tutto insieme. A mensa, dico. Mischiano la pasta con l’insalata con la cotoletta, tutto. Perché sono abituati a cercare nei cassonetti. E nei cassonetti mica ci trovi il primo il secondo e il dolce. E poi se ne vanno. Dormono in giro, sui cartoni. Qui ci vengono quelli che un lavoro ce l’hanno, ma gli basta per l’affitto. Allora vengono a cena, con tutta la famiglia. Tipo sono rumeni, albanesi. Oppure quelli che dormono in un altro ostello e la sera si fanno un giro. Almeno si lavano. No, Io qui ci sto da tre anni. Come è andata? E niente, ad un certo punto ho perso tutto. Era estate. Io facevo il camionista. Tornavo da un viaggio da Bologna e lì avevo caricato sette barre da sei metri. Barre belle spesse, di acciaio. E il ponte era più basso delle barre. Ha sbattuto, s’è aperta la spondina e le barre son finite dritte dentro al vetro della macchina che c’avevo dietro. Come spade. Ho ammazzato una ragazza che mi stava appiccicata, che voleva sorpassarmi per sbrigarsi. Erano dodici ore che guidavo e m’ero fatto due botte di cocaina. M'hanno fatto l'esame e 'sta storia della roba è uscita fuori, mi son fatto la galera e nel frattempo mia moglie si faceva un’altra vita. La casa era la sua e adesso ci abita con uno e con mia figlia. Una volta ho visto passare mia figlia. L’ho riconosciuta per il maglione rosa. Era lei, sicuro. S’è fatta i capelli neri, ma è sempre stata castana. Quando sono uscito di galera avevo cinquatatré anni, ed ero senza patente, senza moglie, senza lavoro e senza casa. I primi tre giorni non ho mangiato perché non ci credevo. Non volevo chiedere la carità, mica ero un barbone. Poi uno si abitua e adesso aiuto in lavanderia. Ho il letto mio e pulisco le stanze. Ci tengo alla pulizia, se uno si lascia andare poi diventa un barbone e va fuori di testa. No, io con la testa ci sto ancora. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Posso mangiare le tue patate, se le lasci?”&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-8983127600395886116?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8983127600395886116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8983127600395886116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/10/perche-non-ci-credevo.html' title='Perchè non ci credevo'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-4920472483887945692</id><published>2009-09-16T04:09:00.000-07:00</published><updated>2009-10-16T07:46:44.750-07:00</updated><title type='text'>Almeno cento euro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Cinghiale aspettava fuori dal balconcino del corridoio, due metri quadrati affacciati sul tetto piatto e basso della mensa, da cui usciva un getto largo di vapore grasso che puzzava di brodo e roba scondita. Di fronte, un altro muro chiudeva la vista del parcheggio.&lt;br /&gt;Fumava tranquillo, mentre una pioggerellina leggera abbassava il livello di inquinamento della città e l’umore di chi da troppi mesi non vedeva il sole.&lt;br /&gt;Lanciò la sigaretta sopra il tetto della mensa, e s’accorse che il vento aveva raccolto tutti i mozziconi in un angolo, dove in mezzo alle piastrelle era cresciuta spontanea un’erba verdissima, che spezzava la routine di grigio e beige dell’intonaco dell’ospedale.&lt;br /&gt;Rientrò in corsia che puzzava di fumo.&lt;br /&gt;Si lavò le mani in un bagno degli infermieri e mise in bocca una mentina, poi prese la sua cartella ed uscì.&lt;br /&gt;Entrò in una stanza piccola, illuminata solo dalla luce bianca del sole che passava a tratti tra le nuvole in transito serrato.&lt;br /&gt;Sopra un letto stava adagiato, immobile, il corpo di un uomo, sorvegliato dagli occhi stanchi di una donna anziana. Appoggiato sulla sedia c’era un sacchetto grande e nero, di una marca elegante di vestiti. Attorno al letto il trespolo di una flebo, staccata.&lt;br /&gt;La stanza era spoglia, liberata anche dalle riviste e dalle confezioni aperte dei biscotti. Rimanevano soltanto pochi centimetri di succo di frutta alla pera dentro un bicchiere di plastica. Il letto accanto non era occupato da nessuno.&lt;br /&gt;La signora guardò il Cinghiale e gli occhi erano crateri rossi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Là dentro c’è il suo vestito. Mi raccomando la cravatta. Quando usciva metteva sempre la cravatta&lt;br /&gt;- Non si preoccupi, ci penso io&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Vado via. Dentro questo pacco ci sono i soldi, li consegni lei. Deve solo vestirmelo e lasciare i soldi a quelli delle pompe funebri che verranno a prenderlo. Penseranno a tutto loro.&lt;br /&gt;- Non ci sarà il funerale?&lt;br /&gt;- No. Mio marito era senza dio. Voleva essere cremato e lasciato libero sulle montagne della Val di Susa. Ma le cremazioni costano tanto e prima ci sono gli ultimi debiti di gioco da saldare. Non credo ci vedremo più, caro, volevo ringraziarti per tutto quello che hai fatto per Adelfio&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La signora aveva il portamento signorile di chi ha conosciuto il lusso e i segni sul viso di chi ha visto perdere tutto, case, argenteria, quadri, mobili, dignità.&lt;br /&gt;Salutò il Cinghiale stringendo la mano magra ed ossuta sopra il camice verde. Le caviglie sottilissime sembravano perdersi dentro l’austero delle scarpe nere con poco tacco.&lt;br /&gt;Il Cinghiale entrò nella stanza e chiamò con l’interruttore altri due infermieri, che adagiarono il corpo dell’uomo sopra una lettiga per portarlo all’obitorio. Poi prese il sacchetto con il completo nero e percorse i due corridoi in linoleum.&lt;br /&gt;Entrò nella stanza di Carmine Bucciella, che stava mangiando riso in bianco ed una cotoletta scondita. La moglie, pingue e macchiata di psoriasi, lo salutò con un sorriso largo e riconoscente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Carmine buongiorno. Ho trovato il vestito, eh.&lt;br /&gt;- Ah, grazie, infermiè. Quanto vi devo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Eh, questa è roba di classe. Almeno cento euro&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-4920472483887945692?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/4920472483887945692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/4920472483887945692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/09/almeno-cento-euro.html' title='Almeno cento euro'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-7951953744427210422</id><published>2009-09-06T15:27:00.001-07:00</published><updated>2009-09-07T04:18:23.691-07:00</updated><title type='text'>Settembre crudele</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Prima di trovare l’interruttore tastò numerose volte il muro, come se in quella casa non ci fosse mai stato.&lt;br /&gt;Quando la lampadina accese di giallo polveroso l’unica stanza dell’appartamento, vide che attorno alla maschera dell’interruttore c’erano numerose ed irregolari strisce rosse.&lt;br /&gt;La mano era imbrattata del sangue uscito dal naso e da un taglio sulla tempia.&lt;br /&gt;Gli avevano fatto molto male.&lt;br /&gt;Respirava affannosamente, un po’ perché era ubriaco, un po’ perché proprio non riusciva: forse qualche costola era rotta ed allargare il torace significava lasciarsi trapassare da fitte lancinanti, che si irradiavano dal costato fin dietro alla schiena.&lt;br /&gt;Aprì il frigorifero e prese una birra in lattina.&lt;br /&gt;Appoggiata alla bocca, avvertì un gonfiore diffuso sul labbro superiore.&lt;br /&gt;Nel lavello s’erano accumulate settimane di piatti sporchi, due bicchieri e vasetti di yogurt, e un milione di propositi disattesi.&lt;br /&gt;Sputò sopra un piatto in bilico e l’inclinazione fece scorrere bava rosa. Si passò la lingua sui denti per essere sicuro che fossero tutti al proprio posto e fu felice di non riscontrare nulla di anomalo.&lt;br /&gt;Sputò ancora, e la tinta della saliva divenne di un rosso più deciso.&lt;br /&gt;Probabilmente c’era qualcosa di rovinato dentro, e dentro poteva essere la lingua, lo stomaco, i polmoni, la gola. La vita, insomma.&lt;br /&gt;Entrò in bagno e fece l'incontro che aveva procrastinato da troppo tempo.&lt;br /&gt;Era ridotto male, e lo specchio sporco rese più suggestivo il suo viso.&lt;br /&gt;Sentì impellente lo stimolo di cacare.&lt;br /&gt;Mentre cercava di togliere la cinta e sbottonare i pantaloni vide che in fondo al cesso, nell’acqua racchiusa dentro ad un lurido anello di calcare marrone, sguazzava un insetto.&lt;br /&gt;Sembrava uno scarafaggio, e si dimenava con le zampette sul pelo dell’acqua, alla ricerca di un appiglio.&lt;br /&gt;Come si avvicinava alla calcificazione sporca di merda, i movimenti di facevano più frenetici, sembrava dovercela fare, ma poi sprofondava di nuovo dentro alla piccola pozza di ceramica.&lt;br /&gt;Ne compatì il panico per un po’, poi abbassò i pantaloni e lo sommerse con uno spruzzo di diarrea.&lt;br /&gt;Pensò che quando l’unica alternativa alla morte fosse aggrapparsi alla merda, forse era il caso di farla finita.&lt;br /&gt;Questa considerazione lo convinse, si pulì, nemmeno tirò lo sciacquone, prese una boccettina con alcune pastiglie, ne infilò una manciata abbondante in bocca e si distese sul letto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il labbro gonfio pulsava ritmicamente, e fu l’ultimo dolore che ricordò, prima di dormire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-7951953744427210422?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7951953744427210422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7951953744427210422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/09/settembre-crudele.html' title='Settembre crudele'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-7221577061505236069</id><published>2009-08-30T03:39:00.000-07:00</published><updated>2009-08-31T14:44:21.411-07:00</updated><title type='text'>Se chiudo i miei begli occhietti spenti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Dovrei chiederti due cose. La prima è: evitiamo di raccontare in giro questa cosa. Nel senso, renditi conto della posizione in cui mi trovo. Succederebbe un casino, tanto per me quanto per te. E noi non vogliamo casini, vero? E’ stata una cosa improvvisa, anche divertente, ma non ci sarà bisogno di darne pubblicità. Intesi? La seconda cosa che volevo chiederti è: ci vedremo ancora?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attilio Buttafoco ascoltò l’eco delle sue parole dentro la stanza vuota dell’oratorio, illuminata male dal sole che passava attraverso le fessure delle serrande abbassate. Si accese una sigaretta, anche se sapeva che don Lino non tollerava si fumasse nei locali dove si faceva attività coi ragazzi.&lt;br /&gt;Scivolò con la schiena sul muro, fino a rimanere seduto per terra, con le gambe distese.&lt;br /&gt;Soffiò via fumo celeste dalla bocca e guardò un cartellone colorato attaccato al muro.&lt;br /&gt;Quel cartellone lo aveva disegnato lui, era un gioco per spiegare ai bambini della comunione i diversi momenti di cui si compone una celebrazione eucaristica.&lt;br /&gt;Attilio Buttafoco aveva tren’anni e la cinta dei pantaloni ancora aperta.&lt;br /&gt;Un giorno suo padre, Adelmo Buttafoco, estimatore di Croce e La Pira, gli avrebbe lasciato lo studio legale, ereditato a sua volta dal padre. Una famiglia di avvocati, che si tramandava il titolo come gli occhi azzurri e i capelli corvini sempre pettinati con la riga, a sinistra.&lt;br /&gt;Aveva cinque anni, Attilio, quando entrò per la prima volta nel piazzale protetto dell’oratorio, e adesso ne era uno degli animatori. Suonava la chitarra durante la messa delle dieci, organizzava il catechismo del giovedì e sacrificava una settimana delle proprie ferie per il campo estivo parrocchiale, di cui era responsabile.&lt;br /&gt;Quell'estate, al campo, aveva conosciuto Lidia Forcella, che aveva sedici anni ma ne dimostrava molti di più. Ambra e dolciastra come un peccato inconfessabile, era distesa sopra i banchi della stanza, disposti a ferro di cavallo di fronte ad una lavagna divisa in due.&lt;br /&gt;Lidia si toccò in mezzo alle gambe con due dita e sentì le mutandine bagnate.&lt;br /&gt;Nemmeno gliele aveva tolte, s’era limitato a spostarle di lato.&lt;br /&gt;Guardò la mano e vide i polpastrelli imbrattati di sangue marrone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si pulì sul vestitino leggero e strinse le ginocchia al petto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attilio poteva star sicuro, non avrebbe mai raccontato niente a nessuno, nemmeno a se stessa. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-7221577061505236069?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7221577061505236069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7221577061505236069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/08/dovrei-chiederti-due-cose.html' title='Se chiudo i miei begli occhietti spenti'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-1260484408275047781</id><published>2009-08-21T07:39:00.000-07:00</published><updated>2009-08-22T02:27:39.742-07:00</updated><title type='text'>Scuro e liscio come un comò di ciliegio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Cazzo, pensò, ma non lo disse.&lt;br /&gt;Michele aveva aperto in due la sigaretta constatando che il tabacco era secchissimo.&lt;br /&gt;Appena lo prendeva tra le dita per mischiarlo al fumo si sfarinava, ed alla fine sembrava di farsi una canna con la polvere. La colpa era la sua. Aveva lasciato il pacchetto sul cruscotto della macchina e le sigarette s’erano cotte.&lt;br /&gt;Mentre rollava, osservava la gente attorno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si chiedeva come potessero, certe persone, giocare a racchettoni per ore, senza mostrare il benché minimo segno di disagio. Si chiedeva il perché delle Crocs. O dei cellulari dentro la custodia di simil-pelle attaccata alla cinta. Per lo più era rappresentata da anziani, quest’ultima categoria, anziani con la canottiera. Poi non capiva i tatuaggi piccoli all’inguine e la faccia incazzata dei bagnini. Ma forse quella dei bagnini era la simulazione della sicurezza che il ruolo imponeva. Vide un ragazzino che leggeva Topolino e pensò da quanto non vedo un ragazzino che legge Topolino! ed immediatamente gli venne in mente Paperoga che, sicuro, si faceva le canne e che Paperino stava simpatico a tutti ma a lui no. Paperino gli stava proprio sul cazzo, ecco. Topolino c'aveva ancora la tessera del Fronte della Gioventù, e ne andava fiero, ‘sta merda, quando, vagamente ubriaco, la esibiva nelle cene con Basettoni ed altri sbirri. Poi Nonna Papera, che preparava le torte, era l’emblema della nonna anni '60, sorridente e tradizionalista, degli stati del sud degli USA. Quindi capì perché non aveva mai letto Topolino, da piccolo. Poi vide un bengalese pieno di cappelli in testa che portava due espositori pieni di &lt;em&gt;colane-bracialetti-cabiliera&lt;/em&gt; uguali a quelli di altri cinque bengalesi che erano passati prima. Anche se non era un analista di Wall Street, Michele ritenne il mercato delle cabiliere decisamente inflazionato nel breve periodo e in quell’area. Dovreste farvi un anno negli USA e studiare economia a Boston, cari bengalesi, prima di approcciarvi al mercato spietato delle cabiliere, pensò Michele.&lt;br /&gt;Una signora oversize spiaggiata sotto l’ombra di un microscopico ombrellone foraggiava altre due piccole balenottere con supplì che sembravano bombe a mano. Michele ebbe un attacco fulminante di fame chimica e si stava per alzare per chiedere un supplì alla signora, ma poi pensò che fosse maleducato.&lt;br /&gt;Quindi le tre canne precedenti avevano fatto affiorare nella testa di Michele un bel po’ di pensieri importanti per quel giovedì d’agosto, mentre se ne stava da solo al mare, disteso su un telo da bagno, a rollare la quarta canna con i Wilco che suonavano dentro le cuffiette dell’iPod.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima boccata, lunga e profonda, gli riempì i polmoni di oriente tagliato male, si distese lento sul telo e cominciò a cuocersi, dentro e fuori. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-1260484408275047781?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1260484408275047781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1260484408275047781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/08/scuro-e-liscio-come-un-como-di-ciliegio.html' title='Scuro e liscio come un comò di ciliegio'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-184511201707974108</id><published>2009-07-15T23:15:00.000-07:00</published><updated>2009-07-16T05:59:44.122-07:00</updated><title type='text'>Non è questo il punto.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il dottor Spatafora imboccò il vialetto di casa ed attese pochi secondi, quelli necessari per lasciar aprire il cancello automatico. Dentro il suv nero Frank Sinatra cantava &lt;em&gt;Somethin' Stupid &lt;/em&gt;e persisteva un odore lieve di sigarette al mentolo.&lt;br /&gt;Sentì ticchettare sul finestrino ed il vetro oscurato discese leggero e senza rumore. Circondato dallo scuro della sera c’era un ragazzo che lo fissava con occhi grandi e tremolanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Lei è il dottor Spatafora?”&lt;br /&gt;“Si, sono io”&lt;br /&gt;“Ero venuto a riportarle questo”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ragazzo mise le mani dentro alle tasche del piumino e tirò fuori un cartoccio pesante. Il dottor Spatafora guardò prima il cartoccio e poi il ragazzo. Aprì piano il pacchetto di carta piegato accuratamente e dentro c’era un orologio. Osservandolo meglio s’accorse che era quello della sua azienda: sul quadrante bianco c’era lo stemma rosso con la scritta “Vittorio Spatafora &amp;amp; Figli”. Era stata una sua idea, quella degli orologi. Ne regalava uno ad ogni lavoratore della sua azienda che andava in pensione.&lt;br /&gt;Quell’anno ne aveva regalati molti. Dopo la cassa integrazione aveva licenziato cinquanta operai. La crisi era stata un ottimo alibi per svecchiare e ridurre l’organico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma…che significa?”&lt;br /&gt;“Io sono Matteo Donati, il figlio di Giuseppe Donati. Mio padre lavorava per lei”&lt;br /&gt;“Ah. E perché mi riporti l’orologio?”&lt;br /&gt;“Non è stato un bel regalo”&lt;br /&gt;“Ma come? Non è brutto, mi pare…”&lt;br /&gt;“No, assolutamente. E’ pure bello. Ma non è questo il punto”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi del giovane erano tranquilli come la voce. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dottor Spatafora non riusciva a capire dove volesse andare a parare quel ragazzo. Ricacciò malamente un grumo di saliva e fastidio in gola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E qual è il punto?”&lt;br /&gt;“Mio padre ha cinquantacinque anni”&lt;br /&gt;“Ah”&lt;br /&gt;“A cinquantacinque anni c’è ancora troppo tempo da vivere, e mio padre non vive più. S’alza la mattina e rimane in pigiama fino all’una. Non vuole andare a fare la spesa, perchè nel quartiere tutti s’accorgerebbero che non sta lavorando. Si vergogna, capisce? E allora rimane lì, di fronte alla televisione e sospira. Mica parla. Sta zitto, non dice niente perché non ha niente da raccontare. Vabbè, questo per dire che un orologio è un regalo sbagliato. Mio padre non incontra nessuno, quindi a nessuno può far vedere quanto è bello. Ma soprattutto segna il tempo, per lui solo tempo vuoto. A mio padre tutto questo tempo inutile lo sta uccidendo. La scatoletta non l’ho trovata, mi dispiace, ma forse mamma deve averla buttata via. Buonasera, dottor Spatafora”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ragazzo smise di parlare e salì sulla bicicletta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il dottor Spatafora vide la luce debole della dinamo che si faceva spazio nel buio, e poi più niente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-184511201707974108?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/184511201707974108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/184511201707974108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/07/non-e-questo-il-punto.html' title='Non è questo il punto.'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-6031180891265338707</id><published>2009-07-13T09:11:00.000-07:00</published><updated>2009-07-13T09:13:58.062-07:00</updated><title type='text'>Non per odio ma per dignità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;-Adesso firma il verbale ché poi te ne vai&lt;br /&gt;-No, non firmo proprio.&lt;br /&gt;-E perché?&lt;br /&gt;-Perché lì c’è scritto che sono un attivista di Greenpeace.&lt;br /&gt;-E non lo sei?&lt;br /&gt;-No!&lt;br /&gt;-E allora perché sei qui?&lt;br /&gt;-E che ne so?!? Me lo chiedo da tre ore e mezza.&lt;br /&gt;-Ma eri con loro.&lt;br /&gt;-No, non ero con loro&lt;br /&gt;-E che stavi facendo?&lt;br /&gt;-Li ho incontrati. La biondina che non era male per niente.&lt;br /&gt;-E tu vuoi dirmi che eri lì solo per la biondina?&lt;br /&gt;-Eh&lt;br /&gt;-Ma se hai la maglietta di Emergency…&lt;br /&gt;-Embè?&lt;br /&gt;-Beh. Stavi con loro.&lt;br /&gt;-Si, ma che cazzo significa? Loro hanno le maglie gialle di Greenpeace, io no. E poi non posso indossare quello che voglio??&lt;br /&gt;-Si, ma che stavi facendo lì?&lt;br /&gt;-Volevo vedere se qualcuno si fosse organizzato per accogliere adeguatamente Obama che andava dal papa.&lt;br /&gt;-Lo vedi? Eri lì per quello.&lt;br /&gt;-Si. Ma che cosa ho fatto, scusa? Il reato qual è?&lt;br /&gt;-Nessuno. Però potevi fare qualcosa.&lt;br /&gt;-Io non firmo.&lt;br /&gt;-Vabbè. Ciao.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo post è dedicato al Cagna.&lt;br /&gt;Venerdì 10 luglio è stato trattenuto per tre ore in questura, insieme ad altri ragazzi, il tempo della visita di Obama dal Papa.&lt;br /&gt;La sua colpa era quella di indossare una maglietta di Emergency e di trovarsi sul marciapiedi della strada che Obama avrebbe percorso per arrivare a San Pietro. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-6031180891265338707?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/6031180891265338707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/6031180891265338707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/07/non-per-odio-ma-per-dignita.html' title='Non per odio ma per dignità'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-1120485450102441519</id><published>2009-07-08T01:10:00.000-07:00</published><updated>2009-07-08T06:39:29.008-07:00</updated><title type='text'>04.07.09</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;- Pronto?&lt;br /&gt;- Pronto.&lt;br /&gt;- Che è successo?&lt;br /&gt;- Niente…che deve essere successo…?&lt;br /&gt;- E allora? Perché m’hai chiamato?&lt;br /&gt;- Stasera sto di pattuglia a Capannelle. E’ un concerto rock, un gruppo che si chiama Marlene e poi il cognome c’ha qualcosa di tedesco…tipo il cantante è magrissimo, si muove a scatti, come un matto… sudato, è completamente sudato, suda pure dai capelli, e suona la chitarra, gli altri son più tranquilli. Vabbé, niente, ad un certo punto fanno una canzone col violino, una canzone lenta e d’amore… il cantante magrissimo c’ha i capelli sugli occhi e canta attaccato al microfono, tutto piegato, con la chitarra rossa con le punte, e certe volte sembra che la vuole suonare male.Ti giuro. Infila le bacchette in mezzo alle corde, e fa un rumore della madonna. Poi a me ‘sta musica qui lo sai che non mi piace proprio, troppo casino. Vabbè, ad un certo punto fanno ‘sta canzone lenta. Io non lo so il titolo, ma c’è un pezzo della canzone che mi son scritto dietro al blocchetto. Mo’ te la leggo…aspetta… dice: &lt;em&gt;noi cerchiamo la bellezza ovunque e passiamo spesso il tempo così senza utilità quella che piace a voi&lt;/em&gt;… M’ha fatto pensare, Nina. Da quanto tempo io e te non facciamo le cose solo per farle? Così, dico, senza utilità, senza che stiamo a pensare alle necessità della vita? Da un sacco di tempo, Nina. E’ colpa pure mia, eh….pare che la vita, adesso, si deve svolgere, come un compito, come alle medie: il mutuo, la piscina dei ragazzini, due settimane a Fregene, natale e usciamo solo l’estate per prendere il fresco ed il gelato. Quant’è che non chiacchieriamo, Nina? Quand’è che abbiamo lasciato perdere? Ho pensato a ‘ste cose…e quando ho sentito quella canzone, che non mi ricordo il titolo, mi so’ pure ricordato perché con te vivo bene anche soltanto l’utilità…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Questo avrebbe voluto dirle. Così aveva immaginato la risposta.&lt;br /&gt;S’era preparato il discorso prima. Ci aveva riflettuto un po’, prima di chiamare. Non voleva incepparsi, voleva dire qualcosa che si capisse, che non richiedesse una spiegazione. Si sarebbe emozionato e un po’ si vergognava. Qualche frase che gli era venuta bene l’aveva pure scritta sul taccuino. Tipo l’ultima.&lt;br /&gt;Ma non s’aspettava quella domanda della moglie, alla fine.&lt;br /&gt;Il carabiniere non riuscì a dire nulla, rimase in silenzio.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Ma che sei morto? Allora? Perché m’hai chiamato?&lt;br /&gt;- Così, niente. Che fai?&lt;br /&gt;- Ho messo a letto i ragazzini. Quando torni non fare casino, ché sennò non prendo più sonno.&lt;br /&gt;- Vabbè. Buonanotte, allora...&lt;br /&gt;- Buonanotte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-1120485450102441519?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1120485450102441519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1120485450102441519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/07/040709.html' title='04.07.09'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-461223856733937508</id><published>2009-07-04T01:40:00.000-07:00</published><updated>2009-07-04T04:38:57.723-07:00</updated><title type='text'>In fondo, con l'amore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“&lt;em&gt;No è che sto andando a Torino da mio fratello dobbiamo fare una cosa con l’assicurazione della macchina io ho diciotto anni mi sono comprato una golf usata mio fratello mi ha detto che ha trovato un assicuratore che non mi fa pagare tanto abito a Massa con la mia ragazza a casa insieme ai suoi l’ho conosciuta a scuola-guida ci guardavamo e sorridevamo poi ci siamo parlati ci sto bene insieme mio padre è sulla sedia a rotelle guidava i camion e adesso è depresso l’assistente sociale ha detto che dovevo andare in casa-famiglia ma quando il padre della mia ragazza una volta m’ha accompagnato in casa-famiglia ha detto tu qui non ci puoi più stare e nel giro d’un mese ha svolto tutte le pratiche e adesso abito con loro lavoro in una pizzeria che il capo m’ha detto senti Maicol se qui ti fai il culo guadagni ed io mi faccio il culo così ho i miei soldini un po’ ne do a casa per contribuire alle spese perché i suoi genitori sono stati così gentili la madre della mia fidanzata mi lava anche i vestiti e li stira mi sembra giusto contribuire io vorrei solo lavorare così posso comprarmi una macchina nuova e posso portare la mia fidanzata in liguria a mangiare il pesce chissà se posso farlo sai con il lavoro da pizzaiolo non lo so ma io so soltanto che sono stato fortunato in fondo con l’amore&lt;/em&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascoltavo Maicol che compendiava la sua vita dentro intense e nervose boccate di sigaretta, col piede appoggiato agli scalini in ferro del treno. Aveva gli occhi neri e grandi, parlava veloce con un’inflessione ligure e toscana, sbrodolata sulle erre da una rotazione liquida. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fumavamo svelti, nel tempo breve di una sosta per far salire le persone.&lt;br /&gt;Lo immaginavo mentre faceva le pizze, mentre tornava a casa e la mamma della fidanzata gli stirava i calzini. Avevo dormito poco, e Maicol mi stava ricordando che l’amore, alla fine, segue segmenti obliqui ma semplici e per lui era arrivato in un sorriso, a scuolaguida.&lt;br /&gt;Le scogliere delle Cinque Terre spiovevano roccia e primavera al di là del vetro, ed il sole alto bruciava il pensiero di quanto io fossi invece piuttosto bravo a complicare la bellezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A Torino lo salutai, sperando con tutto il cuore che l’assicurazione costasse poco. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-461223856733937508?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/461223856733937508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/461223856733937508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/07/no-e-che-sto-andando-torino-da-mio.html' title='In fondo, con l&apos;amore'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-2848960145452939380</id><published>2009-06-30T03:50:00.000-07:00</published><updated>2009-07-01T00:43:58.392-07:00</updated><title type='text'>Anniversario</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Camminava lento, col passo di chi sa camminare.&lt;br /&gt;L’asino che lo seguiva sembrava rassegnato alla vita sempre uguale, fatta delle stesse ceste, della stessa strada, dello stesso cibo e della stessa sera, racchiusa dentro la stessa cornice viola e rosso di tramonti inquinati.&lt;br /&gt;Tutti i giorni, arrivato in cima al cocuzzolo della collina, lì dove il sentiero caracollava in curve strette per addolcirne il pendio, si fermava a guardare l’orizzonte delle montagne basse, spezzato dai tralicci della luce, e l’amaro per i colori scomparsi di una volta gli faceva digrignare i lati degli occhi, che diventavano cretti marroni e profondi.&lt;br /&gt;Ad un certo punto abbracciò l’asino e sembrava gli stesse sussurrando qualcosa.&lt;br /&gt;Era stanco, Ermete.&lt;br /&gt;Si concesse un grumo di rabarbaro e nodi mai sciolti, e si rese conto che la cucina, l’orto, la vigna, il tramonto, erano tutti a metà.&lt;br /&gt;L’altro pezzo se l’era portato via la moglie - dopo averlo piegato come faceva con le tovaglie - durante un pomeriggio d’estate bollente, dentro un infarto discreto e poco scenografico.&lt;br /&gt;S’erano incontrati e mai conosciuti, nonostante i cinquantacinque anni passati a riposare sopra le stesse molle del letto. La pragmatica contadina deprecava lo sperpero di parole non strumentali alle stringenti necessità quotidiane, che cominciavano alle cinque di mattina e finivano col soffio sulla fiamma del lume a petrolio.&lt;br /&gt;Ma quella mattina, uscendo di casa, s’accorse di non avere un calendario e la cucina era enorme e senza odore, e lui aveva lasciato gli attrezzi per la solitudine dietro al capanno.&lt;br /&gt;Era stanco, Ermete, ed il padreterno aveva cambiato la gelatina alle luci, mettendo quella cobalto che si chiazzava, minuto dopo minuto, di finestre immobili e luminose.&lt;br /&gt;Immaginò che ad una di esse fosse affacciata sua moglie.&lt;br /&gt;Poi scacciò il pensiero, perché quella sera non poteva proprio permetterselo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-2848960145452939380?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/2848960145452939380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/2848960145452939380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/06/anniversario.html' title='Anniversario'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-64963952727180579</id><published>2009-06-25T08:37:00.000-07:00</published><updated>2009-06-25T08:49:15.631-07:00</updated><title type='text'>De Rerum Natura</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Arrivarono al pontile, e il sole basso le dipinse d’ambra metà del viso.&lt;br /&gt;Per tutto il tragitto aveva provato a non guardarla, per non impantanarsi, fino alla gola, nel guado delle sue ciglia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Finì che la osservava a scampoli.&lt;br /&gt;Le mani arrivarono al contatto, ed entrambi furono attraversati un brivido piacevole.&lt;br /&gt;Sapevano che sarebbe successo qualcosa, meglio, volevano che succedesse qualcosa, ma in maniera naturale, godendo ogni semplice combinazione, che sembrava la ricorrenza di un destino ineluttabile.&lt;br /&gt;La stanchezza di lui era colata in fondo alla camicia, che usciva fuori, libera dai pantaloni. I capelli lunghi e la postura ciondolante gli attribuivano un’aura piuttosto buffa.&lt;br /&gt;Lei, sorretta da un fiore bianco, sorrideva in silenzio contemplando i propri passi, e sembrava immersa dentro un dialogo pieno di assonanze e futuribili periodi ipotetici, sospesa tra l’ultima luce e il fiume, che cominciava a risalire le nuvole in spire di vapore leggero.&lt;br /&gt;Quando le dita finalmente s’intrecciarono, lo guardò negli occhi, e i suoi s’accesero come le lucciole che escono dai tronchi cavi.&lt;br /&gt;Non disse nulla, le baciò piano le labbra e la sua bocca si saziò, per la prima volta, di fragole, ortica e zenzero. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il fiume li sorprese a scorrere, lui ciondolante, lei bellissima.&lt;br /&gt;E mentre andavano verso casa i germani reali pulivano le piume.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-64963952727180579?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/64963952727180579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/64963952727180579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/06/de-rerum-naturae.html' title='De Rerum Natura'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-7965418404229987675</id><published>2009-06-21T05:17:00.000-07:00</published><updated>2009-06-21T23:32:32.564-07:00</updated><title type='text'>Luglio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La porta a vetri della scuola rifletteva il sole fisso ed implacabile di luglio sugli occhi stretti, accalcati di fronte ai risultati dell’esame di terza media. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michele aspettò che la prima ondata di ragazzi scorresse, con le dita ansiose, il responso della commissione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi si avvicinò.&lt;br /&gt;Michele Mustara:&lt;em&gt; ottimo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Scese gli scalini ed entrò in macchina.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Allora?&lt;br /&gt;- Tutto bene.&lt;br /&gt;- Tutto bene quanto?&lt;br /&gt;- Il massimo.&lt;br /&gt;- Bravo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michele non disse nulla. Sistemò gli occhiali ed allacciò la cintura.&lt;br /&gt;Il volontario della casa-famiglia si accese una sigaretta, che riempì di volute celesti la macchina. La temperatura era insopportabile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Vuoi passare da tua mamma?&lt;br /&gt;- Si, grazie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’infermiera moldava aprì e non sorrise.&lt;br /&gt;Michele venne assalito dall’odore untuoso di brodo di carne. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con questo caldo, pensò.&lt;br /&gt;La madre sudava sopra un letto speciale, un letto rinforzato, che potesse sostenere centoventichili di schizofrenia sedata. La serranda della finestra era abbassata e si sentiva soltanto il ronzare del ventilatore sul comò, che si muoveva a destra e sinistra. Era sdraiata su un fianco, con una vestaglia leggera e celeste, con le bretelle. Con una mano sosteneva la testa spettinata. Michele prese una sedia e si mise davanti alla madre, ad un metro di distanza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Ciao mamma&lt;br /&gt;- Ciao amoremio!&lt;br /&gt;- Sono stato promosso&lt;br /&gt;- Anche io, amoremio, lo sai?&lt;br /&gt;- Bene, sono contento. Tutti e due promossi.&lt;br /&gt;- E adesso che fai?&lt;br /&gt;- Vorrei fare il liceo classico.&lt;br /&gt;- Che bello! Il classico è una scuola importante.&lt;br /&gt;- Lo so, mamma.&lt;br /&gt;- Me la prendi una sigaretta, amoremio? Nel cassetto del comò. Io non ci arrivo.&lt;br /&gt;- Ti fanno male le sigarette, mamma.&lt;br /&gt;- Una sola, dài…&lt;br /&gt;- Non posso, mamma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La donna, con un movimento sgraziato e pesante, si girò dall’altra parte del letto. Sbuffò. Michele sentì lamentare le meccaniche in ferro del letto. S'accorse solo allora che la madre aveva una schiena enorme, bianca e piena di nei, che si intravedevano dalle trasparenze della vestaglia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Dopo il liceo vorrei fare medicina.&lt;br /&gt;- Me la prendi una sigaretta?&lt;br /&gt;- Mamma...&lt;br /&gt;- Io ora dormo un po’.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Michele uscì col timore di puzzare di brodo di carne. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il sole gli accecò gli occhi, e dovette schermarsi con una mano per vedere dove fosse parcheggiata la macchina.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Che ha detto tua mamma?&lt;br /&gt;- Era contentissima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Andiamo a casa?&lt;br /&gt;- Si.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-7965418404229987675?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7965418404229987675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7965418404229987675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/06/luglio.html' title='Luglio'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-7143103850544106156</id><published>2009-06-15T10:20:00.000-07:00</published><updated>2009-06-16T02:57:08.559-07:00</updated><title type='text'>Le vacanze dell'83</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;In quel momento - in cui definitiva e netta era la percezione che non lo avrebbe più visto - stava raccogliendo tutti i propri pensieri, e sembrava tranquilla. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riflettere sulla morte del figlio impose alla donna un percorso mentale a segmenti obbligati, che si arrestò, ad un certo punto, per manifesta incapacità trascendente e per troppa stanchezza. Nonostante si fosse sforzata nella ricerca di un progetto superiore legato alla vicenda, non riusciva a farsene una ragione.&lt;br /&gt;La parte finale della sepoltura comportò la partecipazione attiva del proprietario della ditta di pompe funebre, che era salito, vestito di nero, sopra una scaletta accanto alla pedana, per aiutare l’operaio a spingere la bara fino in fondo alla cavità in cemento.&lt;br /&gt;Mentre rimaneva assorto ad osservare i gesti decisi e consueti degli operai, Michele pensò che l’ultima volta che aveva partecipato ad un funerale avvenne quando morì suo nonno.&lt;br /&gt;Ricordava il carro funebre, con il seguito di cordoglio e scarpe buone, mentre attraversava la via principale dell’intero paese, che si toglieva rispettosamente il cappello e abbassava le saracinesche dei negozi.&lt;br /&gt;Il prete, durante l’omelia, ne aveva ricordato il coraggio di fronte alla malattia e la rettitudine morale, e nonostante la pervicace militanza comunista, rappresentava appieno tutte le virtù che un buon cristiano avrebbe dovuto possedere e tramandare ai figli, cui andava il più caloroso abbraccio.&lt;br /&gt;L’immagine delle estati in villeggiatura dai nonni raggiunse la mente di Michele in maniera quasi automatica.&lt;br /&gt;Ripercorse le giornate accese fino alle otto di sera, passate a giocare per strada coi ragazzini del paese, e la prima volta che aveva assistito, accovacciato, alle contrazioni nervose della coda di una lucertola, tagliata di netto dalla mano di uno dei ragazzi.&lt;br /&gt;Quella vista gli aveva spalancato gli occhi e riempito la gola di rigurgito acre e giallo, uno sgomento caldo che Michele aveva trattenuto in bocca, per non mostrarsi troppo fiacco.&lt;br /&gt;Stava velocemente facendo buio, e i due operai del cimitero chiusero il buco in maniera raffazzonata: di lì a poco non ci sarebbe più stata luce sufficiente per lavorare ed il cemento, col freddo, si sarebbe spaccato. Avrebbero finito il giorno dopo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'ordine di abbassare la pedana, impartito dal muratore anziano al giovane collega in basso, suonò come scioglimento dell’adunanza. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se ne andaronono tutti, coi visi seccati dal freddo, e ripresero la via di casa mentre l’ultimo sole, inadatto a scaldare, si limitava a colorare di arancione la fila più alta di lapidi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-7143103850544106156?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7143103850544106156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7143103850544106156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/06/le-vacanze-dell83.html' title='Le vacanze dell&apos;83'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-3587759200354709917</id><published>2009-06-09T22:11:00.000-07:00</published><updated>2009-06-10T08:18:24.095-07:00</updated><title type='text'>We dance</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;"Come te, ci sono anch'io qui,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;non riesco a dirti tutto quello che vorrei&lt;strong&gt;"&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ad un certo punto la disperazione divenne fredda e color mercurio. Fino ad allora l’avevo immaginata rumorosa e d'un accecante vermiglio.&lt;br /&gt;Invece no, la disperazione è affilata, e si confonde, senza distinguersi, con uno stato di tranquillità quasi irreale, come se avesse palpebre semichiuse. Dentro quello stato si muove determinata, indirizzata sui binari sicuri della necessità.&lt;br /&gt;Tu hai preso una siringa sottile e delicata, e mi piacque la maniera con cui disponesti tutto sul tavolo. C’era un singolare ordine geometrico tra siringa, stagnola, e cucchiaio, ma soprattutto una composizione cromatica che credevo fosse stata pensata.&lt;br /&gt;Non capivo da dove provenisse, ma la stanza era piena dell’odore del pane riscaldato nel forno.&lt;br /&gt;L’ago si piegò, aderendo alla curva del cucchiaio, ed io credevo che potesse spezzarsi da un momento all’altro. Invece succhiò dentro tutto il contenuto, mentre lo stantuffo saliva lento. Sembrava piscio. Poi appoggiasti la siringa sul tavolo, col cappuccio infilato. Ricordo che togliesti tutto dal tavolo, e rimase solo il contenitore delle cartine.&lt;br /&gt;La vena viola del tuo braccio era sollevata, e tagliava in diagonale l’incavo del gomito, come una riga sporca. La toccasti, quasi ad esser sicuro che lì dentro ci scorresse il tuo sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Mi tieni il braccio? Ho paura di tremare&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti guardai, e m’accorsi solo allora delle gocce piccole sopra il tuo labbro. Fui quasi sollevato nel vedere che la disperazione avesse riacquistato i connotati di sempre. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-3587759200354709917?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3587759200354709917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3587759200354709917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/06/we-dance.html' title='We dance'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-9059631887298189454</id><published>2009-06-08T00:19:00.000-07:00</published><updated>2009-06-08T00:30:41.115-07:00</updated><title type='text'>Mamma dammi cento lire che in America voglio andar</title><content type='html'>Menomale che esistono i dEUS, Calvino e i telefoni erotici con le rumene che si spogliano in diretta.&lt;br /&gt;Sennò mi sarei dovuto sorbire Vespa che, ad ogni aggiornamento dal Viminale, sborrava di felicità.&lt;br /&gt;Comunque le Europee non contontano un cazzo.&lt;br /&gt;L'importante è vincere i Mondiali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-9059631887298189454?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/9059631887298189454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/9059631887298189454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/06/mamma-dammi-cento-lire-che-in-america.html' title='Mamma dammi cento lire che in America voglio andar'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-377214952637958346</id><published>2009-06-05T09:07:00.000-07:00</published><updated>2009-06-06T00:36:18.237-07:00</updated><title type='text'>Adesso vedrai i cartoni animati</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;-Guarda lo schermo&lt;br /&gt;-Perché?&lt;br /&gt;-Adesso vedrai i cartoni animati&lt;br /&gt;-Davvero?&lt;br /&gt;-Sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carta distesa sul lettino irritava la pancia, perché si era arricciata e faceva una piega storta.&lt;br /&gt;Ero costretto in posizione prona, in mutande, e di fronte avevo un monitor pesante e beige. Non so se fosse effettivamente pesante, ma beige era sicuro, il colore del materiale utilizzato per costruire apparecchi medicali agli inizi degli anni ’80, un colore così austero e rigido.&lt;br /&gt;Accanto al monitor due cartelle cliniche ed un Mars, nella sua confezione nera con la scritta rossa, contornata di giallo. Era buono e s'appiccicava ai denti. Mio padre me ne comprava uno ogni volta che avevo la febbre alta e doveva farmi l’iniezione di penicillina, perché avevo paura del dolore, acuto e diffuso, che prendeva tutta la zona lombare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Mars era per me l’equivalente dei croccantini che si danno ai cani quando riportano il bastone. Una ricompensa.&lt;br /&gt;Quando sentii la mano ferma dell’infermiere che mi bloccava la gamba sinistra, la paura mi riscaldò il corpo e la carta sul lettino s'inzuppò di sudore freddo. Avevo quattro anni.&lt;br /&gt;Mi girai verso mia madre che si torturava le mani e tratteneva lo sgomento dentro agli occhi, con la sola volontà delle palpebre. Cercava di sorridere, come per dire tranquillo, va tutto bene, ma la bocca era diventata una striscia pallida e stretta, come il suo viso.&lt;br /&gt;Poi passarono cotone idrofilo sul polpaccio, e quello fu il momento peggiore: il breve lasso di tempo tra la pelle bagnata dal disinfettante e l’ingresso di qualcosa nella carne.&lt;br /&gt;Per tutto il tempo durante il quale il medico rigirò l’ago attraverso il polpaccio sinistro, per testarne l’attività neurologica, guardai il tavolo con gli occhi satinati da lacrime involontarie, perché il monitor non trasmetteva nessun cartone animato, solo piccoli numeri e strisce confuse a tre colori.&lt;br /&gt;Gli stessi del Mars.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-377214952637958346?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/377214952637958346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/377214952637958346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/06/adesso-vedrai-i-cartoni-animati.html' title='Adesso vedrai i cartoni animati'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-8799940780292881834</id><published>2009-06-03T15:39:00.000-07:00</published><updated>2009-06-06T03:15:32.099-07:00</updated><title type='text'>Chartsengrafs</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ad un certo punto eravamo io, Zamo e il Cagna. Mina mi sa che sta facendo ancora le vacanze a casa della madre di Zamo. Aria pura, ambiente salubre, calore che andrà a buon fine. Mina uscirà una volta, troverà il cazzo di un altro cane, che son giorni che gira col naso ritto e la lingua penzoloni. Vabbè.&lt;br /&gt;Allora eravamo io, Zamo e il Cagna. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;-Che facciamo, vediamo un film?&lt;br /&gt;-Si.&lt;br /&gt;-Che film?&lt;br /&gt;-Rivediamo Apocalipto.&lt;br /&gt;-Dura tre ore.&lt;br /&gt;-Troppo.&lt;br /&gt;-Un film di mafiosi?&lt;br /&gt;-No.&lt;br /&gt;-Vi per Vendetta?&lt;br /&gt;-Poi ci sale il nervoso.&lt;br /&gt;-Però è bello.&lt;br /&gt;-Piace a tutti, Vi per Vendetta, è nazional-popolare. E' di destra perchè è decisionista, risoluto, volitivo, anche nelle tamarrate...voglio dire, questo qui va in giro, esce dal fuoco e fa un culo così a tutti. Ma non fa un culo così a tutti in maniera disordinata, tipo Svazzenegher che lascia tutto sporco. No. Lui fa un bordello con sotto Ciaicoschi. Ed ecco perchè piace anche a quelli di sinistra. Perchè nelle cose che fa ci mette stile. E a quelli di sinistra piace lo stile, oltre che immaginare la lotta al potere. Poi c'ha una casa che è un accozzaglia di roba ricercata, ed è un'altra cosa che piace a quelli di sinistra. Poi mette le bombe. Ed è un'altra cosa che piace a quelli di destra. E' nazional-popolare, piace a tutti.&lt;br /&gt;-Tipo Romanzo Criminale?&lt;br /&gt;-No, Romanzo Criminale mitizza il crimine. Vi per Vendetta, la rivolta.&lt;br /&gt;-Metto Vi per Vendetta?&lt;br /&gt;-Si&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;in questo pezzo bianco stiamo vedendo il film&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Ciao&lt;br /&gt;-Ciao&lt;br /&gt;-Ciao&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivo a casa, prendo le pringols e metto raiuno.&lt;br /&gt;Berlusconi a Porta a Porta. Stava facendo il monologo con quelle incredibili orecchie grandi. Cazzo, se ce l'ha grandi, le orecchie. Madonna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Tu pensi che succederà, prima o poi?&lt;br /&gt;-No, non penso.&lt;br /&gt;-Perchè?&lt;br /&gt;-Perchè avranno strumenti sempre più raffinati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene. Metto i Grandaddy che l'attacco di basso distorto e chitarra col fuzz mi mandano letteralmente al manicomio. Chè per il tempo di quella canzone penso solo al basso distorto.&lt;br /&gt;E penso che abbiano ragione gli Afterhours.&lt;br /&gt;Il paese è reale, purtroppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma adesso va bene, c'ho le Pringols e Grandaddy.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-8799940780292881834?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8799940780292881834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8799940780292881834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/06/chartsengrafs.html' title='Chartsengrafs'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-8344438433009359855</id><published>2009-06-02T05:16:00.001-07:00</published><updated>2009-06-02T05:28:15.264-07:00</updated><title type='text'>Fiammetta</title><content type='html'>Stavo bene, giuro.&lt;br /&gt;Molto bene. Dopo pranzo, sdraiato sul letto, mi stavo leggermente assopendo pregustando l'attimo prima del sonno, quello in cui praticamente perdi - coscientemente - conoscenza.&lt;br /&gt;E' bello, quel momento. Di solito lo ricollego alla domenica pomeriggio.&lt;br /&gt;Vabbè, divago.&lt;br /&gt;Stavo sul letto e la tv ha proposto la pubblicità della Tim con quei tre coglioni che vanno a suonare in un pub prefabbricato in campagna e trovano in loco una tastierista moldava (che non so se è moldava, ma pare).&lt;br /&gt;A me quella pubblicità fa salire il nervoso per un pò di motivi che non voglio spiegare.&lt;br /&gt;Perchè, secondo me, ogni persona ha un motivo buono per infilare la paletta della Squire (manco la Stratocaster originale...) in culo ad uno dei componenti di un gruppo che ha deciso di coverizzare un pezzo di Andrea Bocelli.&lt;br /&gt;Ora, quello che vorrei chiedere è questo: quale pezzo suonereste mentre la paletta della vostra chitarra occupa l'intero interstizio anale del cantante (o di Fiammetta)?&lt;br /&gt;Io sono indeciso su questi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Generator - Bad Religion&lt;br /&gt;2) Tired of sex - Weezer&lt;br /&gt;3) Bombtrack - Rage Against The Machine&lt;br /&gt;4) Il ragazzo della via Gluck - Adriano Celentano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente avevo pensato anche alla Locomotiva di Guccini, ma non perchè mi piaccia particolarmente, quanto per il fatto che dura due ore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-8344438433009359855?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8344438433009359855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8344438433009359855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/06/fiammetta.html' title='Fiammetta'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-8583648834736676495</id><published>2009-05-29T02:44:00.000-07:00</published><updated>2009-05-30T03:06:35.781-07:00</updated><title type='text'>Rivelazioni</title><content type='html'>Ho scoperto che mi piace il porno tedesco soprattutto per le colonne sonore.&lt;br /&gt;Tipo quelle musichette che si possono ascoltare negli ascensori degli alberghi di lusso.&lt;br /&gt;Una lingua così spigolosa rende benissimo tutta l'eccitazione farcita di abbigliamento fetish e timidi baffetti biondi. E poi adoro l'incapacità dei doppiatori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-8583648834736676495?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8583648834736676495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8583648834736676495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/05/rivelazioni.html' title='Rivelazioni'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-4937787036382112360</id><published>2009-05-25T09:52:00.000-07:00</published><updated>2009-05-25T10:27:20.732-07:00</updated><title type='text'>Mutamenti</title><content type='html'>Non so se sia una mutazione o altro.&lt;br /&gt;Chi mi conosce sa bene da quali tipi di ascolti provengo. Non ho avuto un'infanzia difficile, mio padre non picchiava mia madre, non sono vissuto nell'indigenza e tendenzialmente sono un figlio viziato, l'ultimo di due sorelle.&lt;br /&gt;Eppure son cresciuto col punk nella testa.&lt;br /&gt;Generator dei Bad Religion m'ha sconvolto la vita durante un pomeriggio, sopra un pullman del Cotral, trapassandomi le orecchie e polverizzando l'idea che avevo del rock. Che era un'idea romantica, infantile, scevra dai clichè che avrei imparato a riconoscere una volta bruciato dal sacro fuoco.&lt;br /&gt;Quei clichè che ho poi imparato anche ad amare, purtroppo.&lt;br /&gt;Vabbè, tutta 'sta premessa per dire che mi son ritrovato ad ascoltare con piacere gli Amor Fou.&lt;br /&gt;E che apprezzo quello che scrive Marco, che roba diametralmente opposta a ciò che fa parte della mia esperienza musicale.&lt;br /&gt;E che, non so perchè, mi pare che ci sia roba bella, dentro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-4937787036382112360?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/4937787036382112360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/4937787036382112360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/05/mutamenti.html' title='Mutamenti'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-2667615326727229216</id><published>2009-05-14T10:42:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T10:43:47.985-07:00</updated><title type='text'>Sagre</title><content type='html'>Parrucchiere: "Quindi, Senzasangue, vai alla Sagra del Libro..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senzasangue: "Essì..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-2667615326727229216?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/2667615326727229216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/2667615326727229216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/05/sagre.html' title='Sagre'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-168427059155110300</id><published>2009-05-07T04:32:00.000-07:00</published><updated>2009-05-30T02:47:01.080-07:00</updated><title type='text'>Continente obliato</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;"&lt;em&gt;Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me,&lt;br /&gt;che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me&lt;br /&gt;e questo è il tuo svago.&lt;br /&gt;Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.&lt;br /&gt;Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(La canzone che scrivo per te - Marlene Kuntz)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-168427059155110300?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/168427059155110300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/168427059155110300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/05/ma-ora-ho-in-testa-il-viso-di-qualcuno.html' title='Continente obliato'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-3841770229353361196</id><published>2009-05-06T02:33:00.001-07:00</published><updated>2009-05-06T02:33:59.723-07:00</updated><title type='text'>L'incontro</title><content type='html'>Per tutto questo tempo ho procrastinato l'incontro con me stesso.&lt;br /&gt;Adesso che mi son trovato devo necessariamente riconoscermi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-3841770229353361196?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3841770229353361196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3841770229353361196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/05/lincontro.html' title='L&apos;incontro'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-3684182936307680384</id><published>2009-05-04T23:40:00.000-07:00</published><updated>2009-05-06T02:34:36.635-07:00</updated><title type='text'>Torino</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Sf_qe8f4WZI/AAAAAAAAAEQ/ZdJmB159eZo/s1600-h/cards+torino.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332238301186775442" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 265px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Sf_qe8f4WZI/AAAAAAAAAEQ/ZdJmB159eZo/s400/cards+torino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Pronto Senzasangue?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Si?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Sono l'Editore&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Ah, ciao Editore. Dimmi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Per domani devi prepararmi due bandelle e due quarte di copertina. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Altro?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Si. T'ho spedito per posta la card per Torino&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Grandioso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Grandioso sì, dovresti esserne fiero. Ah, sabato 16, di sera, facciamo anche una festa: ci sarà Roy Paci, L'Aura, Moltheni, Ermanno Giovanardi, Mao, Rocco Tanica ed un tot di altre persone...bello no?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Come no. peccato che io sarò impegnato a fare il testimone a mia sorella che si sposa...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Ah, vero, avevo dimenticato. Vabbè, ci vediamo su quando arrivi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Si.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Si.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- A domani, in redazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- A domani.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(click)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Portatemi due taniche di campari&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Liscio&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-3684182936307680384?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3684182936307680384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3684182936307680384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/05/pronto-senzasangue-si-sono-leditore-ah.html' title='Torino'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Sf_qe8f4WZI/AAAAAAAAAEQ/ZdJmB159eZo/s72-c/cards+torino.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-6809125017912314071</id><published>2009-05-04T01:02:00.000-07:00</published><updated>2009-05-04T10:59:24.224-07:00</updated><title type='text'>Dovrei</title><content type='html'>E’ che ho solo due braccia, e per difendere stomaco e gola all’azzanno che mi prende di mattina devo usarle entrambe.&lt;br /&gt;Va da se che assumerei una postura poco elegante, ed io ho sempre tenuto ad assumere posture eleganti.&lt;br /&gt;Tipo busto eretto e la gamba sinistra accavallata sulla destra.&lt;br /&gt;Se faccio il contrario il polpaccio mi fa male, alla fine è una fortuna che abbia un polpaccio più sottile dell’altro. Un difetto che mi fa stare comodo: vuoi vedere che devo puntare sui difetti?&lt;br /&gt;Dovrei imparare ad assumere pose comode, non eleganti, a non preoccuparmi se allargo le gambe in direzione delle persone ponendo in primo piano il cazzo.&lt;br /&gt;Dovrei imparare a liberarmi non del bisogno, ma dall’esigenza del bisogno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-6809125017912314071?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/6809125017912314071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/6809125017912314071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/05/dovrei.html' title='Dovrei'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-1552226062037750001</id><published>2009-05-01T07:36:00.000-07:00</published><updated>2009-05-01T23:26:06.710-07:00</updated><title type='text'>Primo maggio</title><content type='html'>&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;"Lazzaro, alzati e cammina!"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;(Gesù)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Scrivo direttamente da Roma, dalla camera di mia cugina Laura che m'ha prestato il portatile per riportare questa cosa, a metà strada tra la cronaca e la rassegnazione. La Puntoverde è morta. M'ha abbandonato sulla Roma-Fiumicino dopo aver sferragliato il suo ultimo grido, illuminata dalla spia rossa dell'olio. Ma perchè mancava l'olio? Ieri, dopo tre giorni di degenza dal meccanico, la Puntoverde s'era dotata di un nuovo differenziale, di una nuova marmitta e di un nuovo disco dove scorre la frizione. Non chiedetemi cos'è perchè non lo so. Costo dell'operazione: 480 euro. Il meccanico non m'ha detto che non c'era l'olio, quindi ho fuso. Punto.&lt;br /&gt;Ieri mattina ho ritrovato la camicia che avevo comprato per il matrimonio di mia sorella. Sembrava persa, infatti. E' normale perdere una camicia? Non lo so, ma io me l'ero persa. Costo della camicia: 150 euro. Ovviamente, dopo averla cercata invano per giorni, me ne sono dovuta comprare un'altra, stesso costo. Adesso ho due camicie identiche, per un costo complessivo di 300 euro. Domani mattina devo tornare a Roma per dare 100 euro al tipo che rottamerà la Puntoverde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nemmeno due mesi fa ho chiamato la Paura e lei m'ha risposto&lt;br /&gt;- Pronto?&lt;br /&gt;- Ciao Paura, sono Senzasangue&lt;br /&gt;- Che vuoi?&lt;br /&gt;- Ho roba per te&lt;br /&gt;- Di che si tratta?&lt;br /&gt;- E' l'Amore&lt;br /&gt;- Non ti preoccupare, passo io a prenderlo. Ciao.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra poco vado al Forte Prenestino a festeggiare la Festa del Nonlavoro.&lt;br /&gt;Buon Primo Maggio. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-1552226062037750001?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1552226062037750001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1552226062037750001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/05/questo-e-un-post-personale-che-non.html' title='Primo maggio'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-3757786108513264489</id><published>2009-04-30T09:26:00.000-07:00</published><updated>2009-05-01T00:43:13.718-07:00</updated><title type='text'>Canapa</title><content type='html'>Quando rinvenne, sentì sapore di ferro in bocca, ed istintivamente sputò.&lt;br /&gt;Uscì bava e sangue, un miscuglio rosato che si posò sul pavimento in travertino, un pavimento pieno di piccoli buchi, tutti vicini, rovinato dalla caduta di oggetti pesanti. Prima di mettere a fuoco, si accorse d’avere un occhio tappato e, per quanto ci provasse, non riuscì ad aprirlo. Non faceva male, ma sentiva le palpebre opporre resistenza, come fossero incollate sui due lembi di pelle. Passò la lingua sul palato e poi sugli incisivi. Leccò uno spazio vuoto e liscio tra due denti, e lì il sapore divenne più aspro. Le mani erano legate dietro la schiena, e sentiva le vene gonfie di sangue occluso dal nastro, attorno ai polsi. Le gambe erano perfettamente allineate, anch’esse legate l’una all’altra, sicuramente con lo stesso nastro.&lt;br /&gt;Aveva paura a muovere il collo e guardare da dove provenisse il triangolo di luce, che illuminava d’arancione il pavimento, sporco di sangue e segatura. Non poteva essere tutto suo quello schifo per terra.&lt;br /&gt;Respirava con una narice sola,ed il muco, mischiato alle lacrime, era colato sopra l'attaccatura delle labbra. Il torace s’alzava di brevi e sincopati sussulti. Il dolore era diffuso ed indefinito, ma non forte, quasi un fastidio. Forse aveva qualche costola rotta.&lt;br /&gt;Per terra, il triangolo di luce aumentò il proprio angolo, e venne spezzato da una sagoma che poi si trasformò in un uomo basso e grasso, con una scopa in mano. Dall'altra stanza, una radio diffondeva una canzone in voga durante gli anni sessanta. L'uomo guardò la donna, ma senza sentimento alcuno, e poi cominciò ad ammucchiare la segatura sopra le macchie di sangue, per poi allargarla delicatamente con la scopa. Svolgeva la mansione come la cosa più naturale del mondo, come se trovarsi di fronte ad una persona nuda, legata e pestata a sangue non rappresentasse niente di speciale.&lt;br /&gt;Lei sbarrò l’unico occhio aperto in attesa di qualcosa che l'avrebbe terrorizzata, ma senza sapere cosa. L’uomo, dopo aver aspettato un po’, raccolse con una paletta la segatura che s‘era imbevuta del rosso per terra, concesse un’ultima occhiata alla donna, ed uscì dalla stessa porta da cui era entrato.&lt;br /&gt;Arrivò a quel punto un altro uomo, più alto, con uno sporco grembiule di tela che gli copriva le cosce sino a metà. Stava arrotolando un pezzo di corda di canapa attorno alla mano destra. L’ultimo lembo lo ficcò tra il palmo e l’involto. Distese le dita più volte, per testarne la mobilità, e dopo averla guardata, sosiprò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ricominciamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-3757786108513264489?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3757786108513264489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3757786108513264489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/04/canapa.html' title='Canapa'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-3459570263696460336</id><published>2009-04-25T22:25:00.000-07:00</published><updated>2009-04-29T07:41:40.166-07:00</updated><title type='text'>25 aprile</title><content type='html'>Resistere per vivere, per cambiare, per la consapevolezza. Resistere alle tentazioni nocive, al pensiero ricorrente, alla tendenza a procrastinare. Resistere all'idea della rassegnazione, al fiato corto, alla gola chiusa. Resistere alla voglia, al bisogno e al pentimento. Resistere all'istinto, resistere ai cliché, resistere alla pietà.&lt;br /&gt;Spesso ho odiato più le vittime che i carnefici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso, resistere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-3459570263696460336?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3459570263696460336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/3459570263696460336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/04/25-aprile.html' title='25 aprile'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-2062661562828091521</id><published>2009-04-24T00:05:00.000-07:00</published><updated>2009-04-24T01:08:17.260-07:00</updated><title type='text'>Stanze</title><content type='html'>Etienne era uno di quelli che aveva imparato ad accantonare il dolore, a chiuderlo dentro una stanza inaccessibile anche al ricordo, perchè la vita, lì fuori, scorreva impetuosa come sempre, incurante dei rimorsi e degli errori , e doveva essere solo vissuta e non giustificata, passata in rassegna con le mani, con le dita, a cercare la pelle liscia sollevata dalle cicatrici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-2062661562828091521?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/2062661562828091521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/2062661562828091521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/04/stanze.html' title='Stanze'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-8635481818628243108</id><published>2009-04-22T00:40:00.001-07:00</published><updated>2009-04-22T00:40:13.498-07:00</updated><title type='text'>Necci</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;Necci ha riaperto, immediatamente.&lt;br /&gt;Una notte, tipo venti giorni fa, qualcuno lo ha incendiato.&lt;br /&gt;Hanno lavorato come matti, ed in quindici giorni lo hanno rifatto nuovo, più bello di prima.&lt;br /&gt;Chiamerei la ditta edile che ha ristrutturato Necci.&lt;br /&gt;Vorrei chiedergli se ristrutturano tutto, se sanno aggiustare bene anche gli interni dello stomaco, in fondo, in basso.&lt;br /&gt;Perché il fuoco ne ha bruciato le pareti.&lt;br /&gt;Ma poi s’è spento, lasciando tutto vuoto, nero e puzza d’occasioni sprecate.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-8635481818628243108?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8635481818628243108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8635481818628243108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/04/necci.html' title='Necci'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-1627525515478555930</id><published>2009-04-22T00:39:00.003-07:00</published><updated>2009-04-22T00:39:54.132-07:00</updated><title type='text'>Fillmore Jive</title><content type='html'>La mattina presto l’ossigeno entra nel naso e fa quasi male, ed è come se respirassi per la prima volta.&lt;br /&gt;Sto attento a gonfiare prima l’addome e poi il torace, ma non è facile, perché la milza reclama attenzioni e mi fa correre storto, con una mano sul fianco, come se stessi sanguinando o fuggendo da un coltello che ha già colpito. Guardo dove metto i pedi, il sentiero è pieno di sassi e radici, e riscopro un’agilità che credevo d’aver abbandonato sul taraflex della palestra, milioni di anni fa.&lt;br /&gt;Gli occhi sono asciutti, tranne quando lo sforzo bagna le narici ed appanna gli occhi di una patina sottile.&lt;br /&gt;Ho deciso di condividere la fatica con tutto il corpo, non solo con il cuore.&lt;br /&gt;Penso faccia bene. Avrò addominali scolpiti e peso già cinque chili in meno.&lt;br /&gt;Corro con la giacca di North Face perché provo gusto nel sentirmi sudare, ed immagino i pori delle spalle che eruttano tossine e rimorsi, assorbiti dalla maglietta della salute, la stessa che mia madre mi consigliava sempre di usare, anche d’estate.&lt;br /&gt;E pensare che non m’è mai piaciuto correre.&lt;br /&gt;Anche durante gli allenamenti, era la parte che più odiavo.&lt;br /&gt;Ad un certo punto ne ho sentito il bisogno, a dispetto delle convinzioni ferree.&lt;br /&gt;Dovrei smetterla di ascoltare Fillmore Jive, quella chitarra obliqua e sciatta sollecita pensieri in la minore, che è una nota bella, credo la più bella, perché dentro ci sta tutto.&lt;br /&gt;Meglio correre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-1627525515478555930?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1627525515478555930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/1627525515478555930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/04/fillmore-jive.html' title='Fillmore Jive'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-8061522322255833146</id><published>2009-04-22T00:39:00.001-07:00</published><updated>2009-04-22T00:39:29.703-07:00</updated><title type='text'>Big Muff</title><content type='html'>Del casino che ho fatto adesso quasi me ne vergogno.&lt;br /&gt;Non sono stato capace di fermarmi e passare in rassegna le emozioni, dovevo circondarmi del silenzio adatto a far decantare lo sgomento che gonfiava le vene del collo e non trovava altri sbocchi se non quello di ossigenare l’inadeguatezza che avevo costruito al solo scopo di sottrarmi alla possibilità della felicità.&lt;br /&gt;Ad un certo punto mi sembrava di assistere alla vita come quando guardo le finestre dei palazzi, immaginando l'esistenza delle persone che abitano quelle stanze. Ho cercato senza rispetto la parola adatta a farmi respirare l’illusione di pochi minuti. A forza di procrastinare il dolore questo s’è affastellato in blocchi granitici, che alla fine son precipitati dentro lo stomaco, alcuni fermandosi sbriciolati nella bocca. Ancora ne sento la consistenza rozza che scricchiola in mezzo ai denti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-8061522322255833146?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8061522322255833146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/8061522322255833146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/04/big-muff.html' title='Big Muff'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-365175314414980718.post-7605344554779041318</id><published>2009-04-22T00:38:00.001-07:00</published><updated>2009-04-22T00:38:59.239-07:00</updated><title type='text'>trenta secondi</title><content type='html'>E' come sentirsi il cuore bloccato nella gola, mentre scendi e cerchi di guardare in basso, ma l'altezza, il vento e la velocità fanno sbattere gli occhi.&lt;br /&gt;E tutto appare indefinito e immediato e senza rimedio.&lt;br /&gt;Ed il cuore rimane lì, senza pulsare, gonfio di così tanta roba che solo un taglio potrebbe rilassarne le pareti, pressate da tutti i rimorsi che il tempo non è riuscito a disinnescare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/365175314414980718-7605344554779041318?l=esangue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7605344554779041318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/365175314414980718/posts/default/7605344554779041318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esangue.blogspot.com/2009/04/trenta-secondi.html' title='trenta secondi'/><author><name>S</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_hB1wnbcp26k/Skzlh9DhRDI/AAAAAAAAAFs/RWmO8_U_DfI/S220/untitled.bmp'/></author></entry></feed>
